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L’AQUILA: LA CITTA’ MONARCHICA CHE GRAZIE ALLA REPUBBLICA SI RITROVA SINDACO PIERLUIGI BIONDI DA VILLA SANT’ANGELO

di Giosafat CapulliĀ 

L’AQUILA – Il 2 giugno del 1946 gli aquilani si recarono alle urne per decidere se restare regno monarchico o diventare Repubblica. Un giorno bello un po’ per tutti, in una cittĆ  che si sentiva di sangue blu, nonostante la sua ricchezza storica fosse legata alle pecore e alla loro lana. Tutti in fila i nostri cittadini agghindati a festa votarono, e ne uscƬ un risultato quasi scontato vista l’aria regale e squisitamente autoreferenziale che si respirava in cittĆ : votarono per la Repubblica 13.281 aquilani, mentre a scegliere la Monarchia furono 15,156. Che dire? I numeri non mentono e la psicologia dello stemma araldico, per certi versi, ancora oggi si respira in cittĆ . A rovinare al festa ai cittadini dentro le mura civiche ci pensarono gli abitanti dei comuni della Piana di Navelli che votarono Repubblica in 7.111, mentre la monarchia si fermo a 5.866 voti. “Quiji de paese”, insomma, erano per la Repubblica. Sono passati da allora 80 anni. E proprio grazie ai paesani che votarono per la Repubblica, oggi Pierluigi Biondi da Villa Sant’Angelo ĆØ assurto al ruolo di primo cittadino della cittĆ  che per certi versi monarchica lo ĆØ ancora oggi.

 

 

 

 

 

 

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