Dalla regioneHomeIn Evidenza

GESTORE UNICO DELL’ACQUA, CAVALLARI FRENA

Gestore unico dell’acqua, Cavallari frena: “Servono garanzie per i territori virtuosi”

L’AQUILA – Il dibattito sul futuro della gestione del servizio idrico in Abruzzo entra nel vivo e il consigliere regionale Giovanni Cavallari, capogruppo di Abruzzo Insieme, invita alla prudenza, chiedendo che ogni scelta sia valutata sui risultati concreti e non sulle sole aspettative.

Intervenendo sul progetto di un gestore unico regionale dell’acqua, Cavallari riconosce l’importanza del confronto ma avverte che l’accorpamento non può essere considerato una soluzione automatica alle criticità del sistema idrico abruzzese.

«Il vero tema – sottolinea – non è essere favorevoli o contrari al cambiamento, ma capire se le soluzioni proposte porteranno benefici reali a cittadini, comuni e territori».

Secondo il consigliere, dimensioni maggiori non equivalgono necessariamente a maggiore efficienza: un accorpamento troppo ampio potrebbe aumentare la complessità amministrativa, allontanare i centri decisionali dai territori e disperdere competenze consolidate.

Per questo ritiene che studi economici e simulazioni tecniche debbano essere affiancati da un confronto istituzionale e politico sugli effetti concreti della riforma.

Cavallari chiede quindi valutazioni indipendenti, il coinvolgimento diretto degli amministratori locali e una chiara definizione dei vantaggi per ciascun territorio.

Richiama inoltre l’esperienza di Ruzzo Reti, indicata come una realtà significativa per investimenti, capacità infrastrutturale, disponibilità della risorsa idrica ed equilibrio gestionale.

«Non si tratta di difendere l’esistente per principio, ma di valutare ciò che funziona». Da qui la domanda centrale: quali benefici concreti avrebbero i cittadini teramani dall’ingresso in un modello unico regionale se oggi dispongono di una gestione considerata efficiente e finanziariamente solida?

Particolare attenzione viene posta alla sostenibilità economica di una possibile fusione tra gestori con situazioni finanziarie molto diverse.

Cavallari ritiene indispensabili regole certe, garanzie patrimoniali e strumenti di tutela per le realtà più virtuose, per evitare che i costi derivanti da debiti o criticità maturate altrove ricadano sui territori amministrati con maggiore equilibrio.

Tra i chiarimenti richiesti figurano l’impatto sulle tariffe, la tutela degli investimenti già effettuati, i criteri di redistribuzione delle risorse, la gestione dei debiti esistenti e le garanzie per i territori che hanno ottenuto risultati positivi sul piano amministrativo e finanziario.

Il consigliere richiama infine il tema della rappresentanza nella futura governance del servizio idrico, sostenendo che una riforma regionale non debba ridurre il peso decisionale di comuni e comunità locali.

«I territori – afferma – non possono essere chiamati soltanto a conferire reti, risorse e patrimonio senza adeguate garanzie sul loro ruolo nelle scelte strategiche future».

La conclusione è un invito alla cautela: il cambiamento, secondo Cavallari, ha senso solo se migliora il servizio, tutela i territori e assicura un sistema più efficiente e sostenibile.

Prima di qualsiasi decisione definitiva, servono quindi risposte chiare e trasparenti sui principali aspetti della riforma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *