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FESTA DELLA REPUBBLICA, IL SINDACO TIRABASSI: L’UNITA’ PER DIFENDERE LE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE

Nel ricordo di quattro date che hanno segnato, in modo tragico, la storia della Repubblica e in un rinnovato appello all’unitĆ  delle istituzioni, nel rispetto di tutti e tutte, il sindaco Luca Tirabassi ha rivolto il suo discorso alle autoritĆ  e alla cittadinanza, in piazza Tresca, nella cerimonia dedicata alla festa della Repubblica. Soffermandosi dapprima sulle “insidie” nascoste nei nuovi straordinari progressi della tecnologia, come l’Intelligenza Artificiale e non dimenticando gli scenari di guerra che agitano in questo momento il mondo, Tirabassi ha ripercorso in breve le tragedie del delitto Moro, ordito dai terroristi delle Brigate Rosse, la strage alla stazione ferroviaria di Bocoslogna, attentato compiuto dai terroristi dell’estrema destra neofascista, le stragi di mafia costate la vita a magistrati onesti e coraggiosi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, caduti insieme ad uomini e donne delle forze dell’ordine.

“Attentati tesi a mettere in discussione lo stato democratico e repubblicano” ha sottolineato il sindaco.

“Abbiamo avuto paura di perdere quello che avevamo conquistato, la libertĆ , la repubblica, le istituzioni democratiche, il rispetto verso lo stato, l’accettazione della costituzione, meravigliosa creatura di padri e madri costituenti” ha continuato Tirabassi, per ricordare che “la libertĆ  e la repubblica non sono conquiste assodate”.

Da qui l’appello all’unitĆ , antidoto alle insidie e agli attentati contro le istituzioni democratiche e repubblicane.

“Il primo obiettivo che dobbiamo perseguire ĆØ quello dell’unitĆ , che non vuol dire pensarla tutti alla stessa maniera, vuol dire saper rispettare il pensiero dell’altro, vuol dire sapere che il proprio pensiero e i propri diritti si possono anche invocare a voce alta ma senza mai ricorrere alla violenza, nĆØ fisica nĆØ verbale”.

E le divisioni, ha concluso il sindaco, hanno attraversato anche i destini della festa del 2 giugno, che fino al 1975 i partiti di sinistra non vollero celebrare in forma unitaria.

Ed ĆØ tornata festa autentica solo con la presidenza Ciampi, quando il presidente della Repubblica, nel 2001, ripristinò in pieno la giornata celebrativa della nascita della Repubblica, con il referendum che archiviò l’era monarchica, segnata dal periodo più buio del regime fascista e della seconda guerra mondiale.

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