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SULMONA, QUELLI DEL LICEO “FERMI”…

di Luigi Liberatore 

Un po’ mi dispiace che la partita di calcio  di fine anno tra i liceali di Sulmona sia finita, almeno sugli spalti del “Pallozzi”,  tra baci e abbracci. Suppongo che abbia prevalso il buonismo indotto dalle raccomandazioni familiari e dei professori rispetto allo spirito “guerriero” che anima i giovani liceali, sicché pure gli striscioni, perfino quelli più arditi, siano rimasti vincolati da un remissivo e sottomesso “vogliamoci bene”. Scrivo sulla partita vinta dai liceali dello Scientifico su quelli del Classico; lascio perdere quella analoga giocata dalle ragazze perché in quel caso non so come schierarmi per analfabetismo sia calcistico che di genere. In altre circostanze, quelle precedenti a questa partita, avevo censurato gli striscioni che mi parevano eccessivi, irridenti se non addirittura volgari. C’erano in effetti tutti questi elementi per non sdoganarli, tuttavia se messi a confronto con quelli di adesso preferisco i primi non fosse altro per la loro ruvida autenticità. I liceali del “Fermi”, i giovani del liceo scientifico per capirci, hanno seppellito i “nobili” del Classico con un eloquente 6 a zero. Non ho visto la partita, ma ho letto i cartellini oltre ad aver dato una occhiata agli striscioni sugli spalti. Il risultato calcistico conferma una mia convinzione che mi porto dietro da liceale di uno Scientifico altrettanto glorioso come quello del “Fermi” di Sulmona: il “Patini” di Castel di Sangro. E cioè che ai cugini del Classico potranno semmai essere riservate le poltrone in prima fila ai teatri o ai conciliaboli come fascia di protezione ai gracili, ma che quando si tratta di difendere la “categoria” in trincea ci andiamo noi che forse non sappiamo di greco ma sappiamo tracciare una linea per colpire un obiettivo non visibile ma accessibile utilizzando la trigonometria. Ecco, in quel sei a zero concepito sul campo c’è tutto questo. Ho scherzato, ovviamente, giusto per affondare i miei respiri in quella antica disputa da cui il tempo, nemico inesorabile, mi allontana sempre più. Ho scherzato. Mica tanto, però…
L’immagine di copertina è stata creata con A.I

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