RAPINA CON NARCOTICO A PRATOLA: SI INDAGA SULLA DONNA OSPITATA IN CASA
La trentenne è stata iscritta nel registro degli indagati. In casa della vittima trovati documenti riconducibili ad altre persone. Gli investigatori cercano di ricostruire i movimenti e le eventuali complicità.
PRATOLA PELIGNA – Non sarebbe stato un semplice gesto di solidarietà finito male, ma un piano studiato nei dettagli quello sul quale stanno concentrando l’attenzione gli investigatori dopo la misteriosa rapina avvenuta nei giorni scorsi a Pratola Peligna ai danni di un operaio romeno di 49 anni. Gli accertamenti avviati dai carabinieri stanno infatti orientando le indagini verso la donna che quella mattina era entrata nell’abitazione dell’uomo e che ora risulta iscritta nel registro degli indagati come atto dovuto.
Secondo la ricostruzione finora emersa, la trentenne, residente nella cittadina peligna e conosciuta dalla vittima, potrebbe aver approfittato della fiducia accordatale per mettere a segno il colpo. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella che la donna frequentasse abitualmente l’abitazione e ne conoscesse quindi perfettamente gli spazi e le abitudini del proprietario.
La vicenda risale alla mattina di mercoledì scorso. Intorno alle 7 il 49enne aveva accolto la giovane in casa, spiegando agli inquirenti di averle consentito di utilizzare il bagno per una doccia dopo che le erano state sospese le utenze domestiche. Poco dopo l’uomo, che assume regolarmente farmaci per alcune patologie, si era coricato per riposare.
Il risveglio, circa un’ora e mezza più tardi, si è trasformato in un incubo. Alle 8.36 l’operaio si è ritrovato chiuso nella camera da letto, con la porta bloccata dall’esterno. Per riuscire a uscire ha dovuto utilizzare un mazzo di chiavi di riserva custodito nella stanza. Una circostanza che ha immediatamente alimentato i sospetti.
“Avevo un forte mal di testa e la bocca amara”, ha riferito l’uomo ai carabinieri, manifestando il timore di essere stato narcotizzato per impedirgli qualsiasi reazione. Un’ipotesi che al momento resta da verificare attraverso gli accertamenti investigativi.
Una volta aperta la porta, il 49enne ha scoperto che l’appartamento era stato ripulito. Dalla casa erano spariti 860 euro in contanti, un anello d’oro, alcuni capi di abbigliamento e persino confezioni di medicinali.
A rendere ancora più singolare la vicenda è stato il ritrovamento, all’interno dell’abitazione, di documenti d’identità riconducibili a tre persone residenti a Sulmona. I carabinieri hanno immediatamente sequestrato il materiale e stanno effettuando tutte le verifiche necessarie per capire se i soggetti possano avere avuto un ruolo diretto nella rapina oppure collegamenti con la donna finita sotto indagine.
Le indagini sono in pieno svolgimento e nessuna pista viene esclusa. Gli investigatori stanno ricostruendo contatti, spostamenti e frequentazioni per verificare se la trentenne abbia agito da sola oppure con eventuali complici.



