ANTONIO DI MARCO. A PESCARA I CITTADINI SENZA DIMORA ESCLUSI DALL’ASSISTENZA SANITARIA
PESCARA – I cittadini senza dimora che soggiornano in modo stabile a Pescara restano esclusi dal diritto allāassistenza sanitaria: niente iscrizione alle aziende sanitarie locali, niente diritto alla scelta del medico di base, nĆ© tantomeno del pediatra di libera scelta, escluso lāaccesso alle prestazioni previste nei LEA ā i livelli essenziali di assistenza. Il Ministero della Salute ha ufficialmente negato tale opportunitĆ da me richiesta perchĆ© tale possibilitĆ ĆØ riconosciuta esclusivamente alle CittĆ Metropolitane italiane, 15 sparse nel territorio nazionale, 10 nelle province a statuto ordinario e 5 in quelle a statuto speciale. Ancora una volta lāAbruzzo esce penalizzato, con le ossa rotte, da una politica sanitaria regionale e, in questo caso, nazionale di centrodestra che evidentemente non riesce a rappresentare e a difendere le istanze di un territorio che quotidianamente vede crescere le proprie problematiche, ma non sa trovare soluzioni, in barba anche alla tanto sbandierata filiera istituzionale, buona solo evidentemente per le mance amicali. In Conferenza Stato-Regioni lāAbruzzo soccombe inesorabilmente e non ha la competenza, nĆ© tantomeno le capacitĆ per riuscire a penetrare nelle dinamiche nazionali. Nelle scorse settimane avevo personalmente inoltrato una istanza al Ministero della Salute ā Dipartimento della Programmazione dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del servizio sanitario nazionale ā Direzione Generale della Programmazione e dellāedilizia sanitaria: in Abruzzo, e in particolare sul territorio di Pescara, ha assunto dimensioni drammatiche la presenza di cittadini senza dimora, dunque persone prive di residenza anagrafica nel territorio nazionale o allāestero, che però stazionano in modo regolare in cittĆ , tanto da essere ormai volti noti, riconosciuti e riconoscibili. Parliamo di molti stranieri, individuabili dal loro accento, ma anche tanti italiani, nostri connazionali, che dormono accampati la notte allāesterno della stazione centrale, che ĆØ il grande crocevia e punto di snodo, fruiscono delle mense Caritas o San Francesco, alcuni dormono nei dormitori pubblici, ancora quello della Caritas nella Cittadella della CaritĆ , o in via Gran Sasso, o ancora la struttura dellāassociazione On The Road, altri si arrangiano come meglio possono. Per alcuni, pochi per la veritĆ , questa ĆØ stata una scelta, per la maggior parte ĆØ stato il punto di arrivo di un percorso di vita fatto di tante cadute, spesso la perdita del lavoro, di una famiglia di riferimento, un divorzio, una separazione, lāassenza di una mano amica che prontamente li aiutasse a risollevarsi. Ma, se per loro ĆØ relativamente agevole ricevere un piatto di pasta o un panino per riempire la pancia, o anche ottenere un cambio dāabito o accedere a una doccia, resta il grande nodo dellāassistenza sanitaria. Quando i senza dimora stanno male, vengono portati in Pronto soccorso, sottoposti alle prime e minime cure dāemergenza, e basta, non hanno identitĆ per il servizio sanitario nazionale, sono fantasmi, dunque non hanno accesso a cure specialistiche, ad accertamenti diagnostici specifici, nĆ© possono ricorrere a un medico di base di riferimento Per tale ragione avevo interpellato personalmente il Dicastero della Salute per proporre lāinserimento della cittĆ di Pescara nella āsperimentazione di modelli innovativi di presa in carico delle persone senza dimoraā, una misura normativa, la legge del 18 novembre 2024, n.176, che nelle 15 CittĆ Metropolitane italiane (Roma capitale, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Venezia, Reggio Calabria, Cagliari, Sassari, Palermo, Catania e Messina) ha costruito un percorso per favorire āprogressivamente il diritto allāassistenza sanitaria alle persone senza dimora, permettendo loro lāiscrizione alle Asl territoriali di riferimento, la scelta del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta, oltre che lāaccesso ai LEAā. Alla mia istanza, il Ministero, nella persona del Direttore generale Walter Bergamaschi, ha risposto che ānel riconoscere la trasformazione che ha avuto negli ultimi anni la cittĆ di Pescara con il conseguente aumento della popolazione residente e non residente, nonchĆ© della presenza di persone senza dimora, si evidenzia che il programma operativo sperimentale ĆØ stato limitato, dalla legge n. 176/2024, alle CittĆ metropolitane con lo stanziamento di 2 milioni di euro per due anni. La stessa norma ha, comunque, previsto che lāassistenza sanitaria per le persone senza dimora venisse, dopo la sperimentazione, estesa ad altre realtĆ urbane del territorio nazionale. ma attualmente, non sono ancora stati definiti i criteri che permetteranno di includere altre cittĆ in tale specifico programma di assistenza e, inoltre, solo dopo la verifica dei costi sostenuti per la sperimentazione, sarĆ possibile prevedere la sostenibilitĆ di un nuovo programma più ampioā. Di conseguenza, āpur comprendendone ampiamente le motivazioniā, la mia richiesta ĆØ stata respinta in quanto la legge 176 del 2024 ā ĆØ specificatamente rivolta alle sole CittĆ Metropolitane italianeā. Lascia lāamaro in bocca tale risposta, perchĆ© di nuovo mostra tutti i limiti sostanziali della cittĆ di Pescara dove la classe dirigente di maggioranza celebra il ritiro dāoro del Napoli, pagandolo, o brinda con prosecco e patatine il semplice transito (e non il soggiorno) di 100 passeggeri in più in aeroporto, ma poi manca gli appuntamenti strategici. Da dieci anni si continua ancora a parlare di fusione, di unione dei Comuni, oggi di CittĆ Metropolitana, peccato che mentre una confusa classe dirigente di centrodestra ne continua a parlare perdiamo fondi, occasioni e opportunitĆ . In questi dieci anni sono nate 15 cittĆ metropolitane, grazie alla lungimiranza degli amministratori, e il centrodestra continua a battibeccare sui rinvii della fusione. Oggi a farne le spese sono i cittadini senza dimora, gli ultimi, appunto i cosiddetti āinvisibiliā: porterò il tema in Commissione SanitĆ , chiedendo lāaudizione dellāassessore delegato, affinchĆ© vengano individuate delle misure legislative che garantiscano il diritto alla salute a chi nella vita ha giĆ purtroppo perso tanto, troppo, spesso tutto. E se la filiera istituzionale del Presidente Marsilio si ĆØ interrotta, spetta a lui trovare valide e tempestive alternative



