E pensare che c'era il pensieroHomeIn Evidenza

RAIANO, CILIEGIE E POVERTÀ. CULTURALE…

di Luigi Liberatore 
Non so per quali nascoste e insondabili ragioni mi sono messo a guardare la locandina lanciata in rete dal Comune di Raiano con cui pubblicizza la sessantanovesima edizione della “Maggiolata”, cioè la sagra delle ciliegie. L’ho capito, dopo aver letto il denso programma racchiuso in tre giorni di festeggiamenti che partono da venerdì prossimo per culminare domenica, ma te lo dirò dopo, caro mio lettore. Intanto ti faccio sapere che le ciliegie di Raiano sono buone, e soprattutto belle; come quelle di Vignola, rispetto alle quali mantiene intatte una certa autenticità territoriale nel senso che la coltura è rimasta di nicchia e si è sottratta alla lusinga della produzione intensiva.
Ottaviano Giannangeli
Sono quasi settant’anni che si festeggia la maggiolata, una sagra ideata e promossa da un grande pensatore italiano, da Ottaviano Giannangeli, nativo appunto di Raiano che oltre a fare apprezzare il frutto, ha reso noto questo paese altrimenti relegato al censimento generale della popolazione. Da Venerdì e fino a domenica prossima ci sarà il trionfo delle ciliegie cui faranno da corollario manifestazioni ludiche e canore per tutti i gusti: torneo di burraco, esibizioni canore, jazz, presentazione di murales, cori folkloristici, scorribande di ogni genere insomma. Una tre giorni, tuttavia, scandita da povertà culturale! Non un riferimento, infatti, nel variegato programma al fondatore della sagra, a un gigante della letteratura italiana, al poeta e studioso al cui cospetto perfino Eugenio Montale volle chinarsi; tanto grande e famoso Giannangeli da essere dimenticato dal suo paese natio che in questa circostanza fa finta di non sapere chi sia stato e cosa rappresenti. Ecco, in psicologia questo atteggiamento viene definito come sindrome rancorosa del beneficiato. Domenica sera i festeggiamenti si chiuderanno con la grande esibizione dei “Pataccari”, pardon, “Patagarri”, così dice la locandina. Provo ad immaginare il gioco di parole nel commento di Ottaviano Giannangeli…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *