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“LE CALENDE PELIGNE”

di Alessandro Petrilli

L’espressione “alle calende greche” è un modo di dire che significa “mai”, rimandando un evento, un pagamento o una promessa politica a una data inesistente.

Deriva dal latino, poiché le “calende” (il primo del mese) esistevano nel calendario romano, ma non in quello greco, nell’antica Roma indicavano la data solitamente fissata per il pagamento dei debiti, I greci non utilizzavano le calende nel loro sistema di calendario, di conseguenza, fissare una scadenza alle “calende greche” significa stabilire una data che non arriverà mai.

La prefazione potrebbe risultare tanto lunga quanto scontata, ma propedeutica per delineare lo stato in cui verte la nostra vallata, da decenni in attesa di risposte e soluzioni, dove non solo gli impegni e le rassicurazioni sul futuro sono state disattese, dove non solo le conquiste del passato si sono smaterializzate nel vacuo, ma dove persino lo spirito di unita’ e solidarietà reciproco è miseramente evaporato nel vuoto, sotto i continui cannoneggiamenti…..!!! a salve dei nostri commediografi PELIGNI E NON…!!!.

L’imperatore Augusto usava l’espressione ad kalendas graecas soluturos (pagheranno alle calende greche) per riferirsi a persone che non avevano alcuna intenzione di saldare i propri debiti, l’espressione ha trovato spazio persino nella politica con un riecheggiante interrogativo per i nostri mattacchioni locali; ma a quale calendario fanno riferimento?, hanno adottato quello romano, greco o gregoriano?, quando estingueranno le proprie esposizione con la VALLE PELIGNA????

Nel contesto delle discussioni politiche, può essere usata per indicare la sfiducia verso determinate dichiarazioni o piani di azione che sembrano destinati a non realizzarsi mai, la Valle Peligna sembra sempre piu’ come una finestra aperta sul mondo dell’Antica Roma, la prossima volta che userete o sentirete questa espressione (alle calende greche…!!!), pensate a quei lontani giorni in cui gli antichi romani scherzavano sulle promesse impossibili, e sentitevi parte di una lunga tradizione storica di ironia, di burla, di beffa, di presa in giro, o di saggezza….!!!; quella Italiana, ma soprattutto Peligna.

Può però accadere che la democrazia già in declino, evolva gradualmente verso un sistema autocratico, che si instaura quando i governati non si fidano piu’ dei governanti e attendono l’uomo del destino per risollevare le sorti della nazione, se volgiamo lo sguardo al passato, il collasso delle democrazie è avvenuto quasi sempre così, pensate alla fine della repubblica romana (27 a.c.), o all’avvento del fascismo (1922).

Mentre qui’ l’inerzia, ci ha invece condotto ad accettare supinamente una classe politica totalmente disinteressata alle sorti del territorio, ma particolarmente premurosa ed attenta a prebende e strapuntini creati ad hoc.

Ultima riflessione, alcuni continuano a meravigliarsi del continuo e progressivo spopolamento del territorio, “beati” loro…..!!!(nell’antica Roma beati erano i patrizi che godevano di privilegi esclusivi ed inestimabili ricchezze), i giovani e non, sino a qualche decennio fa’ si trovavano innanzi un bivio; restare o lasciare il territorio, ora ahimè di strada ne rimane praticabile e percorribile sola una….!!!! ed è a senso unico.

Nel frattempo invito tutti i coraggiosi, volenterosi, audaci, arditi, valorosi, impavidi, intrepidi del territorio a cooperare per costruire una nuova squadra (quella politica) ed una nuova società (quella civile) che da anni è miserabilmente insolvente con la comunita’ e con la stessa storia…!!!

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