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L’AQUILA, LA COCAINA, GLI INSOSPETTABILI COLLETTI BIANCHI E LA CRIMINALITA’ INTERNAZIONALE

L’AQUILA – L’operazione antidroga portata a termine dai nostri Carabinieri, ha svelato quel che in cittĆ  sono in tanti a sapere, ma che non si commenta sui social per “salvaguardare il buon nome dell’Aquila capitale della cultura”: vizi privati, pubbliche virtù. Un’organizzazione criminale di stampo mafioso con tre linee di comando, interconnesse tra loro, che utilizza giovani incensurati (finti turisti dall’Albania) per le operazioni di spaccio in una cittadina come la nostra, significa una sola cosa: che il corpo sociale aquilano ĆØ inquinato nelle fondamenta. Tra le carte dell’inchiesta si contabilizzano centinaia di assuntori di cocaina nella nostra bella cittĆ  e, ma non ĆØ una sorpresa, sono per lo più i cosiddetti “colletti bianchi” ( gli insospettabili) a utilizzare la sostanza stupefacente, che come effetto collaterale ha anche quello di distruggere la corteccia cerebrale. Solo i deficienti (dal latino deficere) sostengono ipocritamente che L’Aquila sia la cittĆ  della purezza della razza, mentre spacciatori e drogati li trovi solo tra extracomunitari e una nicchia di disadattati. Un modo, questo, per raccontarsi una bugia comoda. Come tutti i prodotti, anche la cocaina risponde alla logica di mercato della domanda e dell’offerta. Ed ecco che a L’Aquila la domanda ĆØ da primato, quindi l’offerta si adegua. E la macchina delinquenziale dell’offerta si ĆØ adeguata a tal punto, da costituire una vera e propria organizzazione mafiosa internazionale. Accettare questa realtĆ  ĆØ difficile. Ma ĆØ la realtĆ . L’Aquila ĆØ la capitale della cultura dello sballo. E le mafie, questo, lo sanno.

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