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CAPITALE DELLA CULTURA. QUANDO IL MONUMENTO DELLA RINASCITA CADE A PEZZI

di Federica Farda

L’AQUILA – L’ingresso alla cittĆ  cade a pezzi. L’opera del maestro toscano Fabrizio Corneli, a riquadri bianchi e rosso mattone in origine e oggi rosa antico posta al centro della rotatoria del Tribunale, si sta deteriorando. I riquadri rosa, in particolare, si stanno staccando: in alcuni punti sono proprio caduti. Ma anche l’intero rivestimento non ĆØ più uniforme e mostra zone in cui si ĆØ sollevato. Eppure l’opera, intitolata ā€œ1x L’altroā€ ha solo 11 anni di vita: ĆØ stata installata il 28 aprile del 2015, praticamente pochi giorni dopo il sesto anniversario del terremoto. L’artista, noto a livello internazionale, ideò questa scultura nel suo stile: una combinazione geometrica di luci ed ombre contestualizzata al luogo e per celebrare l’inizio di una rinascita. Fu commissionata dal Rotary club L’Aquila, d’intesa con la MunicipalitĆ , per ringraziare, come recita la targa posta ai piedi, coloro che offrirono ā€œla propria concreta solidarietĆ  a sostegnoā€ della cittĆ  colpita dal sisma del 6 aprile 2009. Non casuale fu il posto scelto per la sua collocazione: alla fine di via Corrado IV ed inizio via XX, sulla direttrice orizzontale tra viale della Stazione e via Vicentini. Un vero e proprio ingresso alla cittĆ , quasi una porta moderna di accesso alla ā€œnuovaā€ L’Aquila, quella che si stava e si restaurando dopo il terremoto di 17 anni fa. Come non casuale sono i colori: il bianco e il rosa, anzi in origine più rosso mattone, che sono gli stessi delle antiche pietre delle cittĆ : testimonianze insigne sono tuttora le pareti delle mura che fanno da quinta ai mascheroni della fontana delle 99 cannelle e la facciata della basilica di Santa Maria di Collemaggio. Se il monumento civile ĆØ caratterizzato proprio da riquadri bianchi e rosa alternati, come nell’opera dell’artista internazionale Corneli, nelle facciata della chiesa romanica la pietra rossa, proveniente dalle cava aquilana della frazione di Arischia, ĆØ utilizzata per i disegni delle croci greche che la caratterizzano.

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