DOCUMENTI D’IDENTITÀ PERSI SUL PAVIMENTO DELLA VITTIMA: QUATTRO INDAGATI PER L’OPERAIO NARCOTIZZATO A PRATOLA PELIGNA
Hanno dimenticato le proprie carte d’identità sul pavimento della casa appena svaligiata. È questa la clamorosa svolta che ha fatto allargare a macchia d’olio l’inchiesta della Procura della Repubblica di Sulmona sulla rapina ai danni di un operaio di 49 anni, tramortito con dei sedativi e chiuso a chiave nella sua stessa stanza a Pratola Peligna.
I documenti, rinvenuti dalla vittima una volta ripresa conoscenza, appartengono a tre persone: un uomo di 38 anni di Sulmona e due giovani donne, sue parenti. La loro posizione è ora al vaglio degli inquirenti insieme a quella della vicina di casa dell’operaio, una ragazza di 26 anni, formalmente iscritta nel registro degli indagati come atto dovuto dopo la denuncia della vittima. Per tutti l’ipotesi di reato è di rapina.
Tutto è iniziato mercoledì mattina intorno alle 7, quando il 49enne ha ospitato in casa la giovane vicina, rimasta senza utenze domestiche, per permetterle di fare una doccia. L’operaio, che assume regolarmente farmaci per alcune patologie, si è poi coricato per riposare.
Al risveglio, avvenuto bruscamente alle 8.36, l’uomo si è trovato intrappolato: la porta della camera da letto era stata serrata dall’esterno e per aprirla ha dovuto usare un mazzo di chiavi di riserva che aveva in stanza.
“Avevo un forte mal di testa e la bocca amara”, ha messo a verbale il 49enne, convinto di essere stato narcotizzato per azzerare ogni sua difesa.
Una volta libero, l’uomo ha fatto la conta dei danni. I malviventi sono riusciti a portare via dall’appartamento 860 euro in contanti, un anello d’oro, capi di abbigliamento e confezioni di medicinali.
Poi la scoperta dei documenti a terra, riconducibili ai tre soggetti descritti come frequentatori assidui della vicina di casa. Un elemento decisivo che ha spinto l’operaio a dichiarare ai militari: “Ho il fondato sospetto che sia stata la mia vicina”, indicando la ventiseienne come presunta complice o basista del colpo.
I Carabinieri, dopo aver raccolto la denuncia, hanno acquisito i documenti d’identità abbandonati per effettuare i necessari riscontri investigativi.
Il caso ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nell’intera area peligna, dove l’allerta per i furti resta altissima. Solo nella notte precedente all’episodio, nel quartiere di Valle Madonna a Pratola Peligna, un bar era stato preso di mira da ignoti che avevano sottratto il fondo cassa e persino una telecamera di videosorveglianza. Le forze dell’ordine hanno già disposto un rafforzamento dei controlli sul territorio per arginare l’escalation di microcriminalità tra Sulmona e Pratola.



