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L’EX PREFETTO DELL’AQUILA GABRIELLI TORNA NEL CAPOLUOGO: NEL MANIFESTO “CONTRO LA PAURA” LA RICETTA PER CONIUGARE LEGALITÀ E LIBERTÀ

Domani alle 17.30, l’Auditorium Ance dell’Aquila ospiterà la presentazione del libro “Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica”, scritto da Franco Gabrielli insieme a Carlo Bonini. Un ritorno non casuale, quello dell’ex capo della Polizia ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in una città che ha vissuto sulla propria pelle il peso dell’emergenza e della gestione pubblica.

C’è un legame profondo che unisce l’autore al capoluogo abruzzese. Nel 2009, in veste di prefetto, Gabrielli si trovò a governare L’Aquila nel momento più buio del post-sisma, una fase segnata da disordini, incertezza e dal timore per il futuro. Oggi, quella stessa paura viene analizzata da una prospettiva diversa e globale: non più come emergenza locale, ma come strumento di propaganda da disinnescare.

Il volume propone una riflessione alternativa al paradigma securitario dominante, spesso basato su narrazioni emergenziali e contrapposizioni sociali. L’obiettivo? Dimostrare che è possibile coniugare legalità e libertà, ordine pubblico e coesione.

Il manifesto esplora i nodi più caldi della nostra attualità attraverso una lente che mette al centro la prevenzione, la trasparenza e l’inclusione. Tra i temi chiave: gestione dei flussi migratori e vivibilità delle città; la complessa realtà delle carceri e l’uso legittimo della forza; le nuove sfide della cybersicurezza.

L’incontro, moderato da Stefania Pezzopane, vedrà un tavolo di relatori d’alto profilo per un confronto multidisciplinare. Accanto a Gabrielli interverranno: Valeria Valente (Componente della Commissione Affari Costituzionali), Fabio Picuti (Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione) e don Luigi Epicoco (Filosofo e scrittore)

L’appuntamento si preannuncia come un momento imperdibile di dibattito culturale, per ripensare la sicurezza non come un limite ai diritti, ma come il presupposto fondamentale per la tenuta democratica di una comunità.

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