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VALLE PELIGNA E ALTO SANGRO: LADDOVE LA SINISTRA MUORE…

di Luigi Liberatore

Il tempo dei brindisi si è consumato nelle serate di ieri e come sempre avviene dopo le feste e i funerali (perché pure ai  funerali si fa festa), i processi arrivano il giorno dopo per l’uno e l’altro fronte. C’è un aspetto curioso e preoccupante delle elezioni comunali che passa sotto silenzio perché in questi casi tutto si concentra sulle persone, sui candidati sindaci che fanno da schermo a un dato che invece andrebbe analizzato e sul quale poco ci si sofferma: il dato politico. Sarò noioso, tuttavia prendo ad esempio due ambiti territoriali per i quali vale la pena spendere poche parole al termine di queste comunali: Valle peligna e Altosangro. È vero che politicamente non fanno testo in quanto elementi residuali, ma come si diceva un tempo sono stati i primi passi a tracciare il sentiero di Ho Chi Minh. Andiamo al dunque. In Altosangro la Destra nazionale e quella “paesana” ha fatto il pieno dei voti, prendendosi Castel di Sangro, Rivisondoli, Ateleta e pure Pescocostanzo, ultima enclave di una  rispettabile sinistra. In Valle peligna cede la rossa roccaforte di Corfinio che pare sia stata barattata da personaggi deboli per ideologia di appartenenza, sostenuti invece da forti interessi economici. Cadono due aree in cui la sinistra ha voltato la faccia da un’altra parte. A proposito di Castel di Sangro confermo la mia diagnosi di viltà politica non  avendo avuto il Pd, di cui esprime il segretario regionale, il coraggio di presentare una lista col simbolo. In un mio precedente intervento avevo scritto che in seno al Pd si fa oggi carriera e non più politica: Ovviamente non era un riferimento ad personam, cioè a Daniele Marinelli, ma al sistema. Sicchè Angelo Caruso di Fratelli ha avuto buon gioco vincendo una partita dal sapore domestico più che politico. Corfinio  crolla non tanto per la forza personale di Massimo Colangelo, nei cui riguardi chapeau, quanto per gli addendi confluiti al suo quorum grazie ad Alfonso Fabrizi, manager di area di sinistra (5 anni fa  candidato sindaco a Pratola contro la Di Nino) e di Andrea Gerosolimo, astro mai declinante della politica politicante della Valle peligna. Quale sia il volto di questa mia breve passeggiata? Il pessimistico segnale di essere costretto a guardare in faccia il nemico col legittimo sospetto di essere abbandonato dai compagni!

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Un commento su “VALLE PELIGNA E ALTO SANGRO: LADDOVE LA SINISTRA MUORE…

  • … ecco… in questa pessimistica locuzione “ dei nemici e dei compagni “ e “ del guardarli in faccia e dell’abbandono “… vi è la “ chiave “ per capire la disastrosa realtà di disoccupazione e spopolamento che ha colpito il nostro territorio…

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