RIFORMA DELL’ACQUA, OK DEFINITIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE
Riforma dell’acqua, ok definitivo del consiglio regionale: “Servizio più efficiente e stop alle disparità”
L’AQUILA – Via libera definitivo del consiglio regionale alla riforma del servizio idrico integrato in Abruzzo. Con l’approvazione del progetto di legge 72/2025, firmato dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dalla vicepresidente Marianna Scoccia, diventa ufficialmente legge una riorganizzazione attesa da quasi trent’anni che punta a ridisegnare la gestione dell’acqua sul territorio regionale.
Il provvedimento prevede il superamento dell’attuale frammentazione del sistema, oggi articolato in sei diversi gestori, per arrivare ad un massimo di due subambiti oppure ad un gestore unico regionale. Una scelta che, secondo i promotori della riforma, consentirà di rendere il servizio più efficiente, sostenibile e uniforme tra aree interne e costa.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla vicepresidente del consiglio regionale Marianna Scoccia che ha parlato di una riforma necessaria per affrontare criticità ormai strutturali.
“Con questa legge facciamo tesoro delle esperienze del passato e ridisegniamo l’architettura di uno dei servizi più importanti del nostro Abruzzo. Era arrivato il momento di intervenire con buon senso e responsabilità per garantire equità territoriale, eliminando le disparità di costo tra i comuni interni e la costa”, ha dichiarato Scoccia.
Tra le motivazioni che hanno portato alla riforma figurano soprattutto le elevate perdite della rete idrica regionale. Secondo i dati illustrati in consiglio regionale, in Abruzzo oltre il 50 per cento dell’acqua immessa nelle reti viene disperso, mentre le interruzioni del servizio risultano superiori alla media nazionale. A pesare sarebbero anche i costi di gestione delle sei società esistenti, aggravati dalla duplicazione di strutture amministrative e direzionali.
Scartata invece l’ipotesi di una suddivisione in quattro subambiti provinciali. Gli studi tecnici, infatti, avrebbero evidenziato il rischio di creare gestori troppo deboli dal punto di vista economico, in particolare nell’area aquilana. La scelta definitiva tra gestore unico regionale o due subambiti sarà demandata ad uno studio tecnico dell’Ersi, l’Ente regionale per il servizio idrico, che dovrà poi essere sottoposto al voto delle commissioni consiliari competenti.
Uno dei punti centrali della riforma riguarda inoltre la tutela dell’acqua pubblica. Il testo approvato ribadisce infatti che il servizio resterà sotto il controllo degli enti locali, dei comuni e della Regione, escludendo l’ingresso di soggetti privati nella gestione.
Determinante anche il fattore temporale. Nel 2027 scadranno infatti cinque delle sei concessioni attualmente in vigore, circostanza che ha accelerato il percorso legislativo della riforma.



