LA REPLICA AL NOSTRO ARTICOLO SULLE ELEZIONI DI CORFINIO DEI DUE ESPONENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO ELETTI IN CONSIGLIO COMUNALE
COMUNICATO STAMPA
L’articolo pubblicato sulla vicenda elettorale di Corfinio contiene ricostruzioni fantasiose e del tutto risibili. Quella di Corfinio è stata una sfida civica, non una guerra di partito. In una competizione civica ogni iscritto e ogni cittadino è libero di fare le proprie scelte, senza dover rispondere a etichette o ordini di scuderia. Fa sorridere la polemica costruita ad arte nelle ultime ore. La realtà è molto più semplice: il Pd, al di là degli schieramenti civici, ha comunque raccolto oltre 100 voti attraverso Maria Silvia Di Giovanni e Diego Mastrangelo e altre persone riconducibili all’area democratica. Evidentemente qualcuno, nel disperato tentativo di ritagliarsi nuovamente uno spazio politico nel centrosinistra, prova a seminare veleni e divisioni confidando nella vecchia locuzione “divide et impera” e cercando di proiettare su Corfinio dinamiche che appartengono ad altri territori. Per questo i riferimenti ad Alfonso Fabrizi e le ricostruzioni sul suo conto sono totalmente fuori luogo e privi di fondamento. Tentare di personalizzare una competizione civica con accuse e retroscena inventati non rende un buon servizio né alla politica né alla comunità di Corfinio. Serve rispetto per il voto dei cittadini e meno polemiche costruite a tavolino.
Maria Silvia Di Giovanni
Diego Mastrangelo
La vera fotografia politica di Corfinio, al netto delle smentite e delle accuse di “ricostruzioni fantasiose”, resta però tutta dentro un dato difficilmente aggirabile: due esponenti dello stesso Partito Democratico siedono oggi nello stesso consiglio comunale ma su fronti opposti. Da una parte Maria Silvia Di Giovanni, segretaria politica del circolo Pd di Corfinio, eletta in minoranza; dall’altra Diego Mastrangelo, esponente dello stesso partito ma schierato nella maggioranza che sostiene il neo sindaco Massimo Colangelo. Due rappresentanti dello stesso Pd che hanno appoggiato candidati sindaci diversi e progetti politici differenti.
Una situazione che rende inevitabile qualche domanda politica e che difficilmente può essere archiviata soltanto come una normale dinamica civica. Perché se la segretaria del Partito Democratico corre in una coalizione e un altro autorevole esponente dem sostiene quella opposta, significa che una sintesi politica nel partito evidentemente non c’è stata.
Il comunicato prova a derubricare tutto a libera scelta personale, sostenendo che nelle competizioni civiche non esistano ordini di scuderia. Una lettura legittima, ma che inevitabilmente entra in contraddizione con il tentativo di rivendicare contemporaneamente un risultato politico del Pd e l’appartenenza democratica dei candidati eletti. Perché se davvero era soltanto una sfida civica senza appartenenze, allora anche le rivendicazioni di area politica finiscono per perdere significato.
La realtà, al di là delle polemiche, resta nei fatti: a Corfinio il Partito Democratico si è presentato diviso. E a certificarlo non sono le interpretazioni giornalistiche ma il nuovo assetto del consiglio comunale, con la segretaria politica del Pd seduta all’opposizione e un altro esponente dello stesso partito nei banchi della maggioranza.
il direttore di ReteAbruzzo



