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SPACCIO A PRATOLA, PER 57ENNE SI RIAPRONO LE PORTE DEL CARCERE: REVOCATO L’AFFIDAMENTO IN PROVA

L’effetto domino giudiziario è stato immediato. Nemmeno il tempo di formalizzare l’arresto per i tre etti e mezzo di cocaina scovati nella sua abitazione, che per Francesco Esposito è arrivata la prima, pesante scure: il Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila ha sospeso l’affidamento in prova.

Si tratta della misura alternativa che lo scorso anno aveva permesso al 57enne di Pratola Peligna di evitare la cella, congelando un ordine di carcerazione a quattro anni di reclusione per un precedente reato specifico. Un beneficio che, alla luce del nuovo blitz, è andato in fumo in poche ore.

Mentre la Sorveglianza revocava la misura, la macchina della giustizia sulmonese si metteva in moto per il nuovo procedimento. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Giulia Sani, ha fissato per domani mattina alle ore 10:45 l’udienza di convalida dell’arresto, che si terrà direttamente all’interno del carcere di massima sicurezza dove l’uomo si trova attualmente recluso.

I dettagli emersi nelle ultime ore delineano un’operazione tutt’altro che casuale. L’irruzione dei Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo di Sulmona, avvenuta venerdì sera, è stata infatti l’atto finale di un’articolata attività di osservazione e pedinamento. I militari stavano seguendo i movimenti del 57enne ormai da giorni.

Quando è scattato il blitz nell’abitazione di Pratola Peligna, l’ausilio del Nucleo Cinofili si è rivelato decisivo per localizzare la sostanza: 350 grammi di cocaina purissima, già pronta per essere piazzata sul mercato locale, insieme a tutto il kit del perfetto spacciatore, composto da sostanze da taglio e materiale per il confezionamento delle dosi. Una scoperta che ha blindato l’accusa e aggravato irrimediabilmente la posizione dell’uomo.

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