LU CUNSIGLIE DI ZE’ MENECUCCE
Lu cunsiglie de Ze’ Menecucce
di ENNIO BELLUCCI
Eniu’ vi aecche, sio’…
fammete ricere ‘na cause.
Che veuu Zezi’,
che mmera ricere?
:” Sci viste che munne brutte
i cattoive,emme ammentate…
Quoile de mo è ‘nu munne
pioine de ruffiene,feveze,ufene i buscierde.
Quacch’reune bbeune i brave,pe’ furteune,
se trove ancaure.Pero’ so’ sempre
de mene i chiu’ rere. Ricene ca so’ cristiane,
venne peure alla chioisce, i dope se cumpuortene
male asse’. Pessene pe’ bbeune
i ‘ntelegente ,invece so’ malamente,i egoiste.
Pionzene sole ai fette laure.Ciorte so’ pure presenteuse.
‘Ndo henne ioite a fenojje
le bbene,l’amecizie,la sincerita’,lu respiotte i l’affette de i tiompe mojje?
Boohhh! Iojje ne’ le sacce proprie!
Pionsene sole a farese biolle i belle,
se uolene ‘mpusta’…
ma è tutte feume, ‘nte fere’!
Te se revinnene pe’ nionte, pe’ ‘nu piozze
de pane sicche i ammuffoite,
i bbona notte ai sunatuere.
Teuu,Eniu’, però ne ce casca’,
ne te fa freca’ da lu pensoire.
Fa’ le bbene i scordetene,
fa’ le male i pensece…
recivene nonneme i tatone.
E’ proprie accusci’ …
Cumportete come ce s’ara
cumpurta’…i lascia perde.
Va’ che caile i cojje
che so’ cuntionte, sincere, leale i felice,
i fatte cuntaggie’!..
Quiste è lu cunsiglie mojje.
Pensece ,scoteme, mette iurizie
i fa’ come t’hajje ritte iojje!
“LU CUNSIGLIE DE ZE’ MENECUCCE”
Ennio Bellucci
La poesia “Lu cunsiglie de Ze’ Menecucce” di Ennio Bellucci porta ancora una volta alla luce la forza
della saggezza popolare, espressa con la schiettezza viva del dialetto pratolano.
Questa volta protagonista del testo è un uomo anziano, disincantato, che osserva il mondo di oggi
come un luogo dove prevalgono falsità, opportunismo, egoismo e ipocrisia, una società dunque, che
sembra aver smarrito i suoi fondamentali punti di riferimento.
Ze’ Menecucce vede “lu munne” pieno di ruffiani e bugiardi, e nota come perfino chi si definisce
“cristiano” spesso non viva secondo i valori che proclama. A questa amarezza si accompagna la
nostalgia per un tempo in cui contavano davvero il bene, l’amicizia, la sincerità e il rispetto.
Tuttavia, dentro questa visione apparentemente pessimistica, la poesia custodisce un messaggio ldi
luce: l’invito a non lasciarsi trascinare dal cinismo e a non farsi contaminare dal male che si vede
intorno. Il cuore del testo è un principio morale semplice e potentissimo:
“Fa’ il bene e dimenticalo; fa’ il male e pensaci.”
È un richiamo a restare integri anche quando il mondo non lo è.
Ze’ Menecucce invita a non lasciarsi ingannare dalle apparenze e a cercare ciò che è davvero buono:
la sincerità, la lealtà, la rettitudine. Perché solo su queste basi può poggiare la verità dell’esistenza.
In definitiva, questi versi sono un atto di fiducia nella dignità umana, un invito a custodire quei valori
che hanno costruito comunità, relazioni autentiche e senso di appartenenza. Anche se oggi
sembrano fuori moda, sono proprio questi valori a sostenere ciò che di più importante abbiamo
nella nostra cultura e nella nostra convivenza.
È la voce di una saggezza antica che, proprio perché semplice, resta sorprendentemente attuale.
Grazie Ennio!!
Beppe FrattarolI
Che personaggio pieno di saggezza Ze’ Menecucce! A suo tempo, diceva cose vere a Eniuccio al quale, si intuisce chiaramente, voleva molto bene. Parla di un mondo “brutte i cattoive” già da allora, e l’ammonimento era un presagio che oggi si è puntualmente avverato. Pero’ c’è traccia di un barlume di speranza quando Ze’ Menecucce dice che, per fortuna, qualcuno buono e bravo c’è ancora, ma sono diventati una rarità. E poi passa in rassegna i falsi e gli ipocriti di ieri e di oggi: passano per buoni, ma sono malamenti e egoisti “Pionzene sole ai fette laure”. E poi una domanda, quasi sconsolata “Dove sono andati a finire il bene, l’amicizia, la sincerità, l’affetto dei miei tempi?”. “Te se reivenne pe’ ‘nu piozze de pane sicche e ammuffoite..” Ed ecco che si manifesta la saggezza antica che ti indica la via giusta: “Teuu, Eniu’ però ne ce casca’, ne te fa freca’…. fa’ bbene i scordetene, fa male e pensece”. Queste parole di Ze’ Menecucce, mi hanno fatto tornare alla mente quelle di Leone un vecchio contadino di Bucchianico, morto lo scorso anno. Mi diceva “Geo’ tu cammina sempre in piano e non ti succederà mai niente.” Saggezza contadina. Sono molto d’accordo Ennio e da quando me lo hai fatto imparare, mi circondo sempre di persone felici e mi faccio contagiare.
Gaetano Villani




Grande Ennio,
un’altra sorpresa,una bella poesia in dialetto pratolano,che ci mette a parte dei buoni consigli dati dagli anziani a noi “giovani”.
Spiace doverlo costatare ma e’ putroppo tutto vero e’ proprio cosi’.
Crediamo comunque da buoni cristiani ,di poter ambire in un mondo migliore.
Con la mia stima di sempre,
Daniele Ciarfella
Quanta saggezza e buon senso in questa poesia, in questi tempi di falsi e voltafaccia…
dove persone ” senza vergogna” e senza sani principi
pensano di poter prendere in giro
e fare i propri comodi….meno male….che qualche ” uomo/ donna” veri,sinceri si trovano e incontrano ancora…. Bravo Ennio, bravo ” ze Menecucce” con le loro perle di saggezza e di saggi insegnamenti….
La poesia ci ricorda — con una punta di ironia amara — che nella vita è facilissimo imbattersi in anime generose… almeno a sentir loro. Quelle stesse persone che si proclamano esempi di virtù, magari fanno pure un salto in chiesa per rifinire l’immagine, e poi nella quotidianità si rivelano egoiste e presuntuose, pur essendo convinte di essere moralmente ineccepibili.
L’autore, con la sua sensibilità, ci invita però a non abbandonarsi a facili risentimenti, concentrandoci su ciò che conta davvero, come il rispetto delle buone maniere e dei principi semplici e solidi insegnati da un vecchio saggio.
Un modo elegante per ricordarci che la vera bontà non ha bisogno di proclami — e che chi la ostenta di solito ne è piuttosto sprovvisto.
Non mi voglio dilungare a tesserti le lodi oramai ti conosco e vai avanti così ,cose preziosissime, però noto. Un sapore nel tuo scrivere che c’è un congiungimento fra cuore ,coscienza ,intelletto e amore per il tuo paese. Penso che lai. Scritta di botto come ti è venta in mente ti è passato per il braccio fino alla mano che tiene la penna , sei andato dritto spedito ed è uscito un capolavoro questo significa. Coerenza e padronanza del proprio pensare. Avanti! Avanti !