VOLTA PAGINA L’ORDINE DEGLI INGEGNERI DELL’AQUILA: FABIO COLABIANCHI È IL NUOVO PRESIDENTE
Un’elezione storica, segnata dal debutto assoluto del voto telematico e da un netto cambio generazionale. L’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila volta pagina e sceglie la linea della modernizzazione: Fabio Colabianchi, ingegnere meccanico e libero professionista di Avezzano, è il nuovo presidente per il quadriennio 2026-2030.
Colabianchi, consigliere uscente, raccoglie il testimone di Pierluigi De Amicis (giunto al limite dei due mandati), muovendosi nel segno della continuità ma guidando un direttivo profondamente rinnovato.
Le consultazioni del 15 e 16 maggio (con proclamazione il 18) hanno registrato un successo democratico senza precedenti per l’Ordine aquilano, grazie all’introduzione della piattaforma digitale certificata in linea con le direttive del Ministero della Giustizia.
Affluenza record: Superato il 59% dei votanti.
Quorum flash: Raggiunto già alla prima convocazione (fissato a un terzo degli aventi diritto).
Quote rosa e linea verde: Il nuovo Consiglio vanta un’età media di 48,7 anni (sensibilmente più giovane del precedente) e ben 7 donne elette su 15 seggi.
Il direttivo, eletto ieri a larghissima maggioranza, vede un mix di continuità e volti nuovi. Il ruolo di vicepresidente vicario va ad Arianna Tanfoni, affiancata da Luigi Aratari nel ruolo di vicepresidente (risultato il più votato in assoluto tra i candidati). Completano l’ufficio di presidenza Luca Centofanti (consigliere segretario) e Livio Fallavollita (consigliere tesoriere).
Il nuovo Consiglio (2026-2030): Luigi Aratari, Maria Teresa Todisco, Daniela Tomassini, Fabio Colabianchi, Livio Fallavollita, Cristina Di Pasquale, Arianna Tanfoni, Alessandrina Tresca, Corrado Tiburzi, Alessandra Sorvillo, Raffaele Iacovitti, Marco Tobia, Michele De Finis, Elisabetta Chiaranzelli e Luca Centofanti (Sezione B).
Nel suo discorso di insediamento, il neo-presidente Colabianchi ha voluto prima di tutto ringraziare la straordinaria partecipazione degli iscritti e tributare un caloroso saluto al presidente uscente De Amicis. Ha poi tracciato i confini politici del suo mandato: “L’Ordine deve continuare ad essere un’istituzione tecnica autorevole, autonoma e apartitica, al servizio della collettività, dei professionisti e del territorio. Le elezioni sono state un confronto democratico basato su programmi e idee. Ora il Consiglio lavorerà unito per la tutela della professione, l’innovazione e la sicurezza”.
Colabianchi ha subito dettato i punti chiave dell’azione dei prossimi quattro anni, focalizzandosi su cinque pilastri strategici: intercettare gli ingegneri dei settori emergenti in forte espansione; valorizzazione delle competenze e tutele per l’avvio alla professione; potenziamento della formazione continua obbligatoria e dei tavoli tecnici permanenti; collaborazione stretta con università, enti locali e amministrazioni; maggiore coinvolgimento dei professionisti dipendenti pubblici e delle società.



