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SULMONA, VENDE SISTEMI PER IL LOTTO MA NON PAGA LE TASSE: CHIESTO IL PROCESSO PER UN 45ENNE

Avrebbe guadagnato oltre 345 mila euro spiegando e divulgando metodi e sistemi per vincere al gioco del Lotto, senza però versare un solo euro di tasse al Fisco. Con l’accusa di presunta evasione fiscale, un esercente sulmonese di 45 anni è finito al centro di un procedimento penale coordinato dalla Procura della Repubblica di Sulmona.

Il sostituto procuratore Stefano Iafolla, titolare dell’inchiesta, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per l’uomo. Il giudice per l’udienza preliminare (gup) del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha già fissato la data sul calendario: l’udienza in cui si deciderà se aprire o meno il processo a suo carico si terrà il prossimo 10 novembre.

A stringere il cerchio attorno all’attività del quarantacinquenne sono stati i militari della Guardia di Finanza di Sulmona. L’indagine è partita nell’ambito dei normali controlli a campione sul territorio, mirati a contrastare l’evasione nei settori economici considerati a maggiore rischio.

I finanzieri hanno inizialmente notato alcune anomalie macroscopiche nei flussi economici riconducibili all’uomo. Da lì sono scattati gli approfondimenti investigativi, che hanno compreso l’analisi dettagliata della documentazione contabile, il setaccio dei movimenti bancari e delle operazioni finanziarie, i riscontri incrociati con le banche dati dell’amministrazione finanziaria.

I sospetti delle Fiamme Gialle hanno trovato conferma nei dati: a fronte di redditi effettivamente percepiti e di un volume d’affari complessivo ricostruito superiore ai 345 mila euro, l’uomo avrebbe omesso totalmente la presentazione delle dichiarazioni fiscali obbligatorie. In questo modo si sarebbe sottratto al pagamento delle imposte sui redditi e dell’Iva per una cifra che i finanzieri hanno quantificato in circa 75 mila euro complessivi.

Le verifiche fiscali dirette e l’acquisizione dei documenti hanno permesso alla Procura di chiudere il quadro probatorio e chiedere il processo. L’imputato, dal canto suo, non ci sta: attraverso il suo legale, l’avvocato Alessandro Margiotta, si è detto pronto a dare battaglia in aula e a respingere fermamente tutte le accuse contestate. La parola passa adesso al giudice dell’udienza preliminare.

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