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LA TESI DEL GIOVANE GIURISTA SULMONESE LUIGI MARRESE VINCE IL PREMIO MILO

C’è anche il talento e l’impegno di un giovane giurista peligno tra le eccellenze premiate nell’ambito della prima edizione del Premio Tesi di Laurea “Antonio Milo”. Si tratta di Luigi Marrese, giovane laureato sulmonese che si è aggiudicato una delle cinque borse di studio da 2mila euro promosse dalla Fondazione Palazzo De Sanctis APS ETS e dalla Fondazione Europa Prossima ETS.

L’iniziativa, nata da un’idea dell’onorevole Luciano D’Alfonso, punta a valorizzare il merito accademico delle nuove generazioni di giuristi, promuovendo una cultura del diritto fortemente orientata all’impegno civile, alla responsabilità sociale e alla tutela dei diritti fondamentali.

Il lavoro di Luigi Marrese ha saputo intercettare una delle questioni più delicate e dibattute del diritto contemporaneo e del dibattito pubblico. La sua tesi, intitolata “I limiti oggettivi e soggettivi della scriminante del diritto-dovere di cronaca”, analizza il delicatissimo punto di equilibrio tra il dovere d’informare i cittadini e la tutela della dignità e della riservatezza delle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie.

Un tema che si sposa perfettamente con lo spirito del premio e con la figura a cui è intitolato: l’avvocato Antonio Milo, storico e autorevole penalista del foro marsicano scomparso a 63 anni. Milo è ricordato da tutti per la sua postura forense profondamente garantista e umanistica, convinto che il diritto di difesa dovesse esprimersi appieno sin dalle indagini preliminari, per evitare che l’inchiesta si trasformasse in un’agonia personale e sociale per l’indagato.

La commissione esaminatrice, riunita lo scorso 19 maggio e presieduta dal professor Mario Fiorillo (docente di Diritto Costituzionale), ha espresso un plauso unanime per l’altissimo livello scientifico e civile di tutti gli elaborati presentati. Insieme a Marrese, la giuria – composta anche dai professori Mario Sirimarco, Marco Presutti, Silvia Elena Di Donato e dall’avvocato Franco Colucci – ha premiato altri quattro giovani studiosi che hanno affrontato temi cruciali come la giustizia mediatica, il contrasto alla criminalità organizzata, l’impatto dell’intelligenza artificiale e la protezione internazionale dei diritti umani.

Il successo di Luigi Marrese non è solo un traguardo personale, ma rappresenta un motivo d’orgoglio per l’intero territorio sulmonese, dimostrando come le nuove energie della nostra terra sappiano distinguersi nei contesti accademici e di ricerca più complessi.

L’iniziativa delle fondazioni promotrici ribadisce il valore del Terzo Settore nel creare un ponte solido tra Università, professioni legali e società civile. Il diritto, come dimostra la ricerca del giovane Marrese, non è un mero esercizio tecnico, ma un vero e proprio presidio di democrazia e coesione sociale, indispensabile per la qualità della nostra vita pubblica.

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