VERTENZA 3g: I SINDACATI SCRIVONO AL MIMIT, CHIESTO UN TAVOLO URGENTE CON FAUSTA BERGAMOTTO PER SALVARE 140 LAVORATORI
SULMONA – Una richiesta urgente di convocazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per tentare di scongiurare il precipizio occupazionale che incombe sui lavoratori della 3G di Sulmona. È questo il nuovo fronte della vertenza che coinvolge il contact center peligno dopo il cambio di appalto della commessa Enel, passata da 3G Spa ad Accenture Outsourcing.
Le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno chiesto ufficialmente l’attivazione di un tavolo nazionale di crisi alla sottosegretaria del Mimit Fausta Bergamotto, chiamando in causa anche la Regione Abruzzo e l’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca. Una mossa ritenuta indispensabile dopo il fallimento dei tavoli locali e regionali che, finora, non hanno prodotto soluzioni concrete.
Al centro della vertenza ci sono 162 dipendenti del sito di Sulmona. Quaranta lavoratori hanno già accettato il trasferimento nella sede di Pescara proposta da Accenture, mentre per gli altri 140 si profila l’apertura della procedura di licenziamento collettivo annunciata da 3G.

“Noi abbiamo mandato una richiesta di incontro urgente al Mimit, alla cortese attenzione di Fausta Bergamotto, proprio perché adesso, a parte i 40 che hanno accettato il trasferimento, c’è da risolvere la situazione dei 140 che restano”, afferma la responsabile provinciale della Cgil, Marilena Scimia, che segue la vertenza. “Su questo fronte la consigliera regionale Maria Assunta Rossi ci sta dando una grossa mano”.
Secondo i sindacati, il nodo principale riguarda l’applicazione della clausola sociale prevista nel bando di gara Enel, che avrebbe dovuto garantire continuità occupazionale e tutela della territorialità. Accenture, invece, ha formalizzato le assunzioni proponendo il trasferimento del personale a Pescara, a circa ottanta chilometri da Sulmona, soluzione giudicata dai sindacati incompatibile con la salvaguardia del tessuto economico e sociale della Valle Peligna.

“Non è vero che noi non ci vogliamo sedere con Sentur per trovare una soluzione al problema”, precisa ancora Scimia. “Abbiamo fatto più incontri con la Regione e sapete che ogni incontro non è andato a buon fine. Oggi abbiamo un incontro con la 3g finalizzato proprio a questo”.
Nella lettera inviata al ministero, i sindacati parlano apertamente di “impatto sociale devastante” per le aree interne abruzzesi e denunciano il rischio di un “licenziamento mascherato” per 162 famiglie. Da qui la richiesta di un intervento diretto del Mimit, con la presenza di Accenture, Enel, delle istituzioni regionali e comunali e delle organizzazioni sindacali, per congelare i provvedimenti unilaterali e cercare una soluzione condivisa.
Le parti sociali hanno inoltre chiesto ad Accenture una sospensione immediata, per almeno quindici giorni, delle procedure di assunzione e della scadenza fissata per l’accettazione del trasferimento, nel tentativo di riaprire il confronto e salvare i posti di lavoro sul territorio.



