MONTE SAN COSIMO, IL FRONTE PACIFISTA CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE
Monte San Cosimo, il fronte pacifista chiama alla mobilitazione: “Il 2 giugno sia la festa di una Repubblica che ripudia la guerra”
SULMONA – Una manifestazione davanti al deposito militare di Monte San Cosimo per chiedere la smilitarizzazione dell’area e la sua destinazione ad usi civili, sociali e di pace. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Coordinamento “Disarmare la pace, disertare la guerra”, al centro dell’assemblea pubblica che si è svolta nella Camera del Lavoro di Sulmona in vista del presidio del prossimo 2 giugno.
Una data scelta non a caso. “Non vogliamo che la Festa della Repubblica sia celebrata all’insegna delle sfilate militari e dell’esaltazione dell’ideologia bellicista” hanno spiegato i promotori. “Lo Stato democratico nato dalla Resistenza al nazifascismo ha sancito nella Costituzione il ripudio della guerra ed è questo il principio che deve guidare le scelte politiche del Paese”.
Ad aprire l’incontro è stato Marco Alberico del blog Casa di Vetro che ha definito il presidio del 2 giugno “solo la prima tappa di un percorso più ampio”. Tra le iniziative annunciate c’è la sottoscrizione di una dichiarazione di indisponibilità a partecipare alla preparazione della guerra, una sorta di obiezione di coscienza preventiva da inviare al Presidente della Repubblica, oltre alla proposta di legge popolare per istituire anche in Italia un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche Renato Di Nicola del Coordinamento regionale “Disarmare la pace, disertare la guerra”, che ha chiesto “trasparenza” sul deposito militare di Monte San Cosimo. “Se davvero nei tunnel della montagna ci sono solo quantitativi limitati di armi e munizioni – ha osservato – allora perché occupare ben 133 ettari che potrebbero essere restituiti alle comunità locali per scopi sociali, protezione civile e sviluppo economico della Valle Peligna?”.
Di Nicola ha inoltre collegato il tema della guerra alle fonti energetiche fossili, sostenendo la necessità di accelerare la transizione verso le energie rinnovabili come scelta indispensabile per costruire “un mondo di pace”.
A ripercorrere la storia del sito militare è stato Mario Pizzola del Movimento Nonviolento. “Monte San Cosimo rappresenta allo stesso tempo un pericolo e una risorsa” ha affermato. “Un pericolo perché in caso di conflitto sarebbe un obiettivo strategico. Ma anche una risorsa perché quell’area, già dotata di infrastrutture e collegamenti ferroviari e autostradali, potrebbe essere riconvertita per finalità civili”. Pizzola ha ricordato inoltre che il progetto di smilitarizzazione era stato approvato in passato dai Comuni peligni e dalla Regione Abruzzo.
All’incontro ha preso parte anche Caterina Marzi, responsabile giovani del Partito Democratico, annunciando la partecipazione dei giovani dem alla manifestazione del 2 giugno. “Quello che si sta preparando è un futuro da incubo che noi giovani rifiutiamo totalmente – ha detto –. Siamo contro la reintroduzione della leva obbligatoria e vogliamo costruire una cultura di pace e cooperazione tra i popoli”.
La manifestazione davanti al deposito militare di Monte San Cosimo si terrà il prossimo 2 giugno e punta a rilanciare il dibattito sulla riconversione civile dell’area, tornando a mettere al centro il tema del ripudio della guerra sancito dall’articolo 11 della Costituzione.




Sentimenti nobilissime condivisibili. Tuttavia, chi pensa di incidere sulle scelte di uno Stato, in questo modo, non possiede molta consapevolezza di ciò che accade quando uno Stato entra in guerra.
ma andate a lavorare sudando!!!