NELL’ANNUNZIATA IL CROCIFISSO DAVANTI AL QUALE PREGAVA CELESTINO V E PAPA BENEDETTO XVI MEDITO’ LE SUE DIMISSIONI
Sono diverse le testimonianze della presenza di Papa Celestino V a Sulmona e nel suo comprensorio. Prime tra tutte la magnifica Abbazia di S.Spirito al Morrone e l’Eremo di S.Onofrio.
Ma spesso viene trascurata un’altra presenza celestiniana, quella custodita nella monumentale chiesa della SS.Annunziata.
Nel giorno nel quale la Chiesa celebra S.Pietro da Morrone, eletto Papa nel 1294 e deceduto il 19 maggio 1296, 730 anni fa, ĆØ giusto ricordare il Crocifisso risalente al XIII secolo in legno policromo proveniente proprio dall’eremo di S.Onofrio.
In quell’eremo dove nel 1294 Pietro da Morrone ricevette l’annuncio della sua elezione al soglio pontificio.
Le biografie del monaco eremita asceso alla Cattedra di Pietro narrano che alla notizia dell’elezione, gli occhi gli si velarono di pianto e quando i messi si inginocchiarono al suo cospetto, lo stesso Pietro da Morrone si prostrò umilmente davanti a loro.
Ma tra la sorpresa e lo sconcerto per l’annuncio che gli recarono, fra’ Pietro si volse proprio verso quel crocifisso, oggi custodito nell’Annunziata, appeso a una parete della sua cella e pregò a lungo.
Poi, con grande apprensione e sofferenza, dichiarò di accettare l’elezione.

Davanti a quello stesso Crocifisso, nella Cappella appositamente riservata, nella chiesa dell’Annunziata, si fermò in preghiera e meditazione un successore di Celestino, Papa Benedetto XVI, in visita nella cittĆ di Sulmona, il 4 luglio 2010, accompagnato dall’allora vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Angelo Spina. Fu lo stesso Spina a ritenere che proprio in quella straordinaria giornata sulmonese il pontefice avrebbe cominciato a maturare l’idea delle sue dimissioni, annunciate poi nel febbraio 2013, imitando di fatto il clamoroso gesto di Papa Celestino V, compiuto il 13 dicembre del 1294.
Particolari che arricchiscono l’importanza di quel Crocifisso, che per chi crede non attende passaggi e sguardi spesso distratti ma soste di preghiera e meditazione, ad imitazione dell’esempio di due pontefici.
G.F.



