IL TRIONFO POETICO DI STEFANO SERVILIO: VINCE IL PREMIO “UNA RONDINE AL TETTO” CON “COME SEMI”
La poesia abruzzese torna a farsi valere su scala nazionale. Il poeta e scrittore Stefano Servilio – nato a Tocco da Casauria ma residente a Bugnara – ha conquistato il prestigioso premio letterario “Una rondine al tetto”, indetto dalla casa editrice “L’Argo libro editore” di Agropoli (Salerno).
Un traguardo di altissimo livello, se si considera che l’autore abruzzese è riuscito a spuntarla su una concorrenza agguerrita di circa 400 partecipanti, posizionandosi tra i dieci poeti premiati della manifestazione.
A stregare la giuria è stata la poesia intitolata “Come semi”, un componimento intenso e profondo che esplora il dialogo lirico tra la vita, la morte e il tempo che scorre. I versi vincitori fanno parte della silloge poetica “L’INdividuo INcompresente”, un’opera che ha già raccolto ampi consensi lo scorso anno, dopo essere stata presentata ufficialmente al Salone del Libro 2025 e pubblicata da Bertoni Editore.
La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà in Campania il prossimo luglio, mese in cui Servilio si recherà personalmente a ritirare il meritato riconoscimento.
Per il poeta di origini toccolane si tratta di un momento d’oro, che non accenna a fermarsi. Oltre al successo di “L’INdividuo INcompresente” e al recente trionfo salernitano, Servilio ha già lo sguardo rivolto al futuro. Dietro le quinte, infatti, l’autore è già al lavoro su una nuova pubblicazione, un nuovo libro la cui uscita è prevista per la fine di questo anno.
Di seguito, il testo della poesia che è valsa a Stefano Servilio la vittoria del premio:
Come semi
Ho chiesto alla morte che ora fosse e mi ha risposto “l’ora giusta”. Ho chiesto alla vita che ora fosse e mi ha risposto “l’ora esatta”. Lascia che la sorte ti attraversi per il tempo che ti manca. Parlami di te, perla frantumata dagli istanti che non bastano. Tela squarciata dall’impazienza del pittore. Dimmi che ore sono senza che chieda. Dammi quel momento prima che vada. Paludi di attese imperiture, selve di silenzio e turbamenti. Baciami nel buio transitorio. All’alba, stretti, nel vento come semi.
Stefano Servilio



