A SULMONA SI PARLA DI SECESSIONE DALL’AQUILA. LO SGUARDO DEI PELIGNI E’ RIVOLTO VERSO IL MARE
di Giosafat CapulliĀ
L’AQUILA – A Sulmona si parla di secessione dalla Provincia dell’Aquila, per entrare in quella di Pescara. Nella Valle Peligna l’aria verso L’Aquila si sta facendo sempre più pesante. Al Capoluogo di Regione si rimprovera l’essere cittĆ matriglia verso quello che considera non parte del territorio, ma contado. Gli aquilani se la ridono di questa cosa. Alcuni sui social sbeffeggiano l’ipotesi, ma alle fondamenta di quella che si annuncia come una vera e propria rivolta secessionista, fatti ce ne sono. Il primo riguarda la discarica “Noce Mattei” di Sulmona. LƬ da anni L’Aquila deposita i suoi rifiuti rigorosamente indifferenziati. L’inquinamento e gli odori sgradevoli tutti ai peligni che, francamente, non ne possono più e lentamente, ma inesorabilmente, si stanno armando socialmente e politicamente per rescindere il contratto. E arriverĆ il momento che gli aquilani la loro immondizia se la dovranno tenere in casa.
L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA, CELESTINO V E LA PERDONANZA
Sono 5 mesi che il Capoluogo regionale si fregia del titolo di Capitale italiana della cultura. Un’occasione unica per coinvolgere tutta la provincia: Sulmona e Avezzano in testa. Nei fatti la giunta Biondi ha bypassato le due cittĆ per puntare sul sodalizio con Rieti.
Scelta ideologica? C’ĆØ chi dice sƬ. Forse legata al ventennio con quel contadino in piazza a Rieti che col braccio destro teso inneggia al duce fascista. Nel 1294 Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, andarono sul Morrone a prendere Pietro Angelerio appena scelto come erede al Soglio di Pietro.
E’ dal centro Peligno che il poverello raggiunse L’Aquila a dorso d’asino per essere incoronato Papa nella Basilica di Collemaggio. In quel frangente l’eremita Benedettino indossava un saio che oggi ĆØ custodito dalle suore Benedettine-Celestine nel complesso conventuale di San Basilio. Quel saio, verso la fine del 1200, lo avevano cucito le donne di Sulmona. Un cimelio storico, di grande impatto simbolico dal punto di vista religioso, ignoto anche a gran parte degli aquilani.
Nell’anno della capitale della cultura, Celestino V avrebbe dovuto rappresentare l’unione spirituale e territoriale tra le due cittĆ . Ma L’Aquila politica, quella che pro tempore decide, secondo i peligni, non lo ha pensato minimamente, tutta presa a organizzare feste di piazza per far credere che la cittĆ sia viva e sia tornata, come spesso dicono, a volare alto con i suoi 6 mila residenti che popolano le mura urbiche. Quindi se Sulmona si sente emarginata, qualcosa da rivendicare ce l’ha.





Stanno girando un film su Celestino V (Pietro da Morrone) ignorando completamente il territorio di Sulmona compreso il Morrone, cosa dire di più