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“SULMONA NON PUÒ ESSERE DEPREDATA DEI SERVIZI PUBBLICI”: DIREZIONE SULMONA RICHIAMA LA LEZIONE DI GIUSEPPE BOLINO

“Sulmona non può essere depredada dei servizi pubblici”: Direzione Sulmona richiama la lezione di Giuseppe Bolino

SULMONA – Un appello forte contro il ridimensionamento dei servizi pubblici nelle aree interne e un richiamo alla memoria storica della città. È il senso del comunicato diffuso da Direzione Sulmona, firmato da Elisabetta Bianchi, che punta il dito contro quella che viene definita “la logica dei tagli algoritmici” ai danni della Valle Peligna.

Al centro della riflessione politica e culturale il pensiero e l’eredità di Giuseppe Bolino, partigiano, umanista ed ex assessore regionale alla Sanità, indicato come esempio di una politica capace di coniugare visione istituzionale, cultura e tutela dei diritti sociali.

Secondo Direzione Sulmona, la progressiva perdita di presidi pubblici – dagli uffici giudiziari alla sanità, fino ai trasporti – rappresenta “un arretramento dello Stato” che, nel caso della città ovidiana, assume “i contorni di un vero e proprio strappo istituzionale”.

Nel comunicato viene ricordato il ruolo storico di Bolino, nato nel 1926, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Consigliere comunale, provinciale e regionale, primo presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo e assessore alla Sanità, Bolino viene descritto come l’artefice di una visione moderna della sanità pubblica. A lui viene attribuita la legge che finanziò con dieci miliardi di lire la nuova ala dell’ospedale di Sulmona, oltre alla stesura del piano sanitario regionale denominato “L’ipotesi sanitaria”.

“La sua idea di sanità pubblica universale e orientata al paziente – si legge nel documento – si scontra oggi con i tentativi di smantellare i servizi essenziali nelle aree interne”.

Direzione Sulmona lega poi la difesa dei servizi pubblici alla storia civile della città, insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per il contributo dato durante la Resistenza e per il sostegno ai prigionieri del Campo 78 nel periodo dell’occupazione nazifascista.

Secondo il movimento, quel riconoscimento rappresenta “un patto di cittadinanza bilaterale” tra lo Stato e la comunità sulmonese: da una parte il sacrificio della popolazione per la nascita della Repubblica democratica, dall’altra il dovere dello Stato di garantire servizi essenziali e condizioni di vita dignitose.

“Chiudere tribunali, ridurre ospedali, impoverire scuole e trasporti significa stracciare quel patto”, afferma il comunicato, che definisce il declino delle aree interne “non un destino inevitabile ma la conseguenza di precise scelte politiche”.

Nella parte finale del documento, Direzione Sulmona invita la politica a recuperare “profondità di analisi e visione umana”, rifiutando la logica dello smantellamento progressivo dei servizi.

“I servizi pubblici – conclude Elisabetta Bianchi – sono la precondizione per garantire i diritti di cittadinanza sanciti dalla Costituzione. Sulmona ha già dato; oggi ha il diritto di esigere il proprio futuro”.

3 commenti riguardo ““SULMONA NON PUÒ ESSERE DEPREDATA DEI SERVIZI PUBBLICI”: DIREZIONE SULMONA RICHIAMA LA LEZIONE DI GIUSEPPE BOLINO

  • Molto bene redimersi e’ indice di intelligenza gentile Avvocato, considerando la Sua recente candidatura nella lista del Presidente Marsilio.

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  • Elisabetta Bianchi

    Marco Marsilio conosce da sempre il mio pensiero! Nella coalizione ed in questa terra hanno prevalso altri con altre idee su Sulmona

    Risposta
  • Elisabetta Bianchi

    nessuna redenzione…è il mio pensiero da sempre e Marco Marsilio lo conosce perfettamente e da sempre

    Risposta

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