SMILITARIZZARE MONTE SAN COSIMO”, INCONTRO PUBBLICO A SULMONA
Monte San Cosimo, incontro pubblico a Sulmona per chiedere la smilitarizzazione del deposito
SULMONA – Riportare Monte San Cosimo alla collettività, trasformando un luogo simbolo della militarizzazione in uno spazio destinato alla pace, allo sviluppo sociale e produttivo del territorio. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico in programma mercoledì 20 maggio, alle ore 17.30, nella sede della Cgil di Sulmona, in vico del Vecchio.
L’iniziativa, promossa sul tema della smilitarizzazione di Monte San Cosimo, vedrà gli interventi di Renato Di Nicola, del coordinamento abruzzese “Disarmare la pace, Disertare la guerra”, e di Mario Pizzola del Movimento Nonviolento. Al termine delle relazioni è previsto il dibattito pubblico.
La questione torna al centro dell’attenzione in un momento storico segnato dalle guerre e dalle tensioni internazionali, con i siti militari strategici considerati potenziali obiettivi sensibili. Tra questi figura il deposito di Monte San Cosimo, uno dei più grandi dell’Italia centro-meridionale, che in occasione delle crisi internazionali viene sottoposto ai massimi livelli di allerta secondo i protocolli Nato.
Un’infrastruttura avvolta da decenni nel massimo riserbo. Già nel 1986, durante la crisi tra Italia e Libia, il regime di Gheddafi minacciò di colpire il sito. Nel 1990 il deposito venne inoltre indicato dal governo tra le aree potenzialmente idonee allo stoccaggio di scorie radioattive. La struttura presenta caratteristiche uniche: all’interno della montagna sono state realizzate gallerie sotterranee utilizzate per custodire materiali bellici. Ancora oggi il contenuto dei tunnel resta coperto dal più rigoroso top secret.
Secondo i promotori dell’incontro, la popolazione della Valle Peligna convive da quasi novant’anni con una presenza considerata pericolosa e penalizzante per il territorio. Un rischio che richiama anche il tragico bombardamento del 1943, quando l’area fu colpita dall’aviazione angloamericana causando numerose vittime.
L’area militare si estende per circa 133 ettari tra i territori comunali di Pratola Peligna, Sulmona e Prezza. Prima degli espropri avvenuti alla fine degli anni Trenta per la costruzione del dinamitificio Montecatini-Nobel, quei terreni erano tra i più fertili della Valle Peligna. Nel dopoguerra i contadini e i sindacati avviarono proteste e manifestazioni per chiederne la restituzione, ma il sito fu trasformato in una grande polveriera militare.
I promotori della mobilitazione sostengono che Monte San Cosimo potrebbe oggi rappresentare una grande opportunità di rilancio per il territorio. L’area è infatti già infrastrutturata, con rete elettrica, acqua, gas, viabilità interna e perfino un collegamento ferroviario con la stazione di Pratola Superiore, oltre alla vicinanza con l’autostrada.
L’incontro di Sulmona servirà anche a preparare la manifestazione prevista per il prossimo 2 giugno davanti all’ingresso del deposito militare, con l’obiettivo di rilanciare la battaglia per la smilitarizzazione del sito e coinvolgere cittadini, amministratori locali, consiglieri regionali e parlamentari.
Per gli organizzatori si tratta di una mobilitazione contro la politica di riarmo e a favore della pace, della cooperazione tra i popoli e della restituzione di Monte San Cosimo come bene comune al servizio del territorio e delle future generazioni.





ma veramente non avete qualcosa di più importante e urgentissimo da sistemare ????
COGESA E DISCARICA – SANITÀ – LAVORO – CENTRALE SNAM
Dove troveranno i soldi e soprattutto le persone che riescano a fare e organizzare ???
Se il pubblico deve dibattere per niente è solo una perdita di tempo per l’ennesima avventura che non finirà mai.