I CAVALIERI DELLA BELLA STAGIONE
18 maggio
I CAVALIERI DELLA BELLA STAGIONE
Se la primavera tarda ad arrivare e se il tempo continua a fare le bizze e a spargere a larghe mani freddo e pioggia, la colpa ĆØ dei quattro cavalieri. Infatti, leggenda vuole che l’inverno sia definitivamente passato, nel territorio della conca di Sulmona, soltanto dopo che i quattro Santi Cavalieri siano riusciti a chiudere le porte di Tremonti, della valle del Sagittario, di passo S. Leonardo e della gola di Molina. Insomma, il bel tempo arriva da noi soltanto dopo le ricorrenze di S. Panfilo (patrono di Sulmona, festeggiato il 28 aprile), di S. Alessandro (patrono di Corfinio, 3 maggio), di S. Bonifacio (patrono di Popoli, 14 maggio) e S. Venanzio (patrono di Raiano, 18 maggio). Messa in archivio questa data, i nostri antenati tiravano un sospiro di sollievo poichĆ© poteva dirsi del tutto scongiurato il ritorno della tramontana, quel vento dispettoso e traditore che avrebbe riportato con sĆ© il freddo e la neve e avrebbe messo a serio rischio colture e raccolti, dunque la stessa sopravvivenza della popolazione. Si pensa che la credenza dei quattro Cavalieri della bella stagione sia nata al tempo della devastazione dei boschi del monte Morrone che fu ordinata da Gioacchino Murat e si sia rafforzata dopo il prosciugamento del lago del Fucino che, portato a compimento dal principe Alessandro Raffaele Torlonia (Roma, 1800-1886), sconvolse il clima dell’Abruzzo interno e generò problemi a numerose colture.



