FILM COMMISSION. ALBANO: L’AQUILA E L’ABRUZZO FANALINI DI CODA. CAPITALE DELLA CULTURA?
LāAQUILA – āL’Abruzzo ĆØ ultima per numero di
produzioni fra le regioni che hanno una Film Commission, del resto ci
sono voluto tre anni per pubblicare un bando, annunciato dal
presidente della Regione Marco Marsilio nel 2023 dal palco del Festival
del cinema di Venezia. Un ritardo clamoroso se si pensa che siamo
anche nellāanno di LāAquila Capitale italiana della Culturaā.
CosƬ il segretario provinciale dellāAquila e capogruppo al Consiglio
comunale del capoluogo del Partito democratico Stefano Albano
rispetto al bando della Regione Abruzzo finalizzato a finanziare le
produzioni audiovisive.
āSi tratta dell’ennesimo bando in ritardo, non direttamente di Capitale
della Cultura, ma pur sempre uno strumento culturale potente che
andava pianificato ed espletato per tempoā, rileva Albano.
āLe Film Commissionā, ricorda il capogruppo del Pd, āsono uno
strumento importantissimo di cui possono dotarsi gli enti locali per
attrarre sul proprio territorio produzioni di film e fiction. Il ritorno in
termini economici e turistici ĆØ impressionante, come testimonia
l’Umbria che negli ultimi decenni ha catalizzato la maggior parte delle
fiction (da Carabinieri a Don Matteo), piuttosto che l’esempio della
Puglia che ha costruito una vera e propria attivitĆ produttiva, con un
moltiplicatore economico pari a un coefficiente di circa 7,6ā.
āLāAquila avrebbe tutte le carte in regola per fare della cultura
un’industria, capace di creare posti di lavoro e dare impulso
all’economia, e il protagonismo della Film Commission potrebbe
accelerare tale processo. Appare però evidente come la Abruzzo Film
Commission non abbia allāinterno del Consiglio dāamministrazione dei
profili con competenze specifiche (basta vedere i Cda di altre Film
Commission regionali)ā.
āDel resto il sito istituzionale ĆØ ancora scarno, laddove mancano elementi decisivi per le produzioni, quali la mappatura delle migliori location che offre la regione (location guide), o l’elenco delle societĆ e delle maestranze del territorio (production guide) da cui le produzioni possono attingere autonomamente garantendo trasparenza, piuttosto che un catalogo di tutte le professionalitĆ locali legate al mondo dell’audiovisivoā.
āTanto ĆØ vero che il bando che Marsilio sbandiera dal 2023, viene pubblicato solo adesso, un paradosso totale che testimonia la totale assenza e mancanza di strategia da parte della Regione anche su capitale della cultura.
āParliamo di un bando, peraltroā, rileva Albano, ānon pubblicato dalla Fondazione Film Commission ma dalla stessa Regione, che però naviga a vista sul tema cultura, come emerso dalla lettera di L’Aquila, Sulmona e Adriatic Film Festival, che chiedono invece una nuova legge che rilanci il ruolo e le potenzialitĆ dei Festival.
In particolare, il caso di Sulmona ĆØ emblematico, dove il malcontento dei cittadini ĆØ frutto di una Film Commission che fatica a mediare con le produzioni di fuori regione, come accaduto per il film su Celestino V che sarĆ girato sƬ in Abruzzo, ma escludendo luoghi simbolo quali l’intera cittĆ di Sulmona o la basilica di Collemaggio (sostituita da Bominaco, creando confusione in campo turistico).
Del resto in passato anche altre produzioni che la nostra regione ha ospitato non hanno poi garantito un adeguato ritorno economico al territorio, non avendo adeguatamente coinvolto il circuito delle maestranze locali, errore che si sta ripetendo con questo bandoā.
āAnche la partecipazione dal basso risulta, come al solito, essere piuttosto scarnaā, osserva ancora Albano, ātenuto conto che il sottosegretario al Turismo Daniele DāAmario aveva fatto incontri con diversi fra gli stakeholders, ma poi nessuno di quelli ĆØ stato coinvolto (universitĆ , associazioni di categoria, imprese e imprenditori, esperti ecc.)ā.
āTutto questo dimostra come la destra abbia le idee confuse sulla cultura, come confermano i pesanti ritardi e lo scarso coinvolgimento del territorio tanto su Capitale della cultura, quanto a livello regionale su Film Commission e festival cinematograficiā.
āNoiā, conclude Albano, āriteniamo questa una questione decisiva, e
nell’ottica di rafforzare Capitale della cultura affinchĆ© non diventi
un’occasione sprecata, la svilupperemo in Consiglio comunaleā.



