ANZIANO DERUBATO: CHIESTA LA FORMULAZIONE DEL GIUDIZIO PER L’EX BADANTE
Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, ha chiesto ufficialmente il rinvio a giudizio per una donna di 50 anni, residente a Sulmona ed ex assistente domestica, con l’accusa di rapina aggravata ai danni dellāanziano che accudiva. La richiesta ĆØ ora al vaglio del giudice per le udienze preliminari (gup) del Tribunale di Sulmona, che dovrĆ stabilire se sussistano o meno i presupposti per mandare lāimputata a processo.
La vicenda ha avuto inizio nel 2024 a seguito della denuncia presentata da un uomo di 93 anni, residente a Pettorano sul Gizio. Secondo lāimpianto accusatorio, la cinquantenne avrebbe approfittato dello stato di fragilitĆ dell’anziano per sottrarre la cassaforte custodita all’interno della sua abitazione, mossa dalla speranza di trovarvi all’interno denaro contante o monili in oro. Il colpo, tuttavia, si era rivelato un buco nell’acqua poichĆ© la cassaforte ĆØ risultata completamente vuota.
Subito dopo la denuncia, la Procura ha coordinato una serie di accertamenti, disponendo una perquisizione nell’abitazione della donna. L’operazione ĆØ stata eseguita dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, sotto la guida del capitano Giuseppe Testa. I militari hanno sequestrato il telefono cellulare dell’indagata per scandagliare messaggi e conversazioni. Inoltre, le indagini si sono allargate anche sul fronte medico per verificare se lāanziano fosse stato narcotizzato tramite la somministrazione di medicinali, un forte sospetto che era stato sollevato dallo stesso novantatreenne in sede di denuncia.
Nel corso degli accertamenti suppletivi, la Procura ha provveduto ad ascoltare anche alcune colleghe dellāimputata per raccogliere ulteriori testimonianze.
La cinquantenne ha respinto fermamente ogni addebito sin dal primo momento. Assistita dallāavvocato Alessandro Rotolo, la donna ha presentato delle memorie difensive per sostenere la sua totale estraneitĆ ai fatti, negando sia il furto sia l’utilizzo di sostanze per narcotizzare l’assistito e definendo pretestuose le accuse.
Secondo la tesi della difesa, alla base della denuncia ci sarebbe in realtĆ una dura vertenza occupazionale. La ricostruzione dei legali dipinge un quadro in cui l’anziano avrebbe reclutato nel tempo diverse badanti senza regolare contratto e con compensi minimi, stimati tra i tre e i quattro euro l’ora; l’uomo avrebbe poi l’abitudine di accusare le lavoratrici di furto al solo scopo di frenare e ostacolare sul nascere le vertenze sindacali.
Nonostante le argomentazioni difensive, la Procura di Sulmona ha ritenuto comunque solide e consistenti le accuse a carico della cinquantenne. A pesare sulla posizione della donna, oltre agli elementi raccolti dagli investigatori, c’ĆØ stato anche il ritrovamento, avvenuto proprio all’interno della sua abitazione, dei documenti dāidentitĆ e del codice fiscale dellāanziano. Di fronte all’imputazione di rapina aggravata, la difesa si dice pronta a dare battaglia e a contrastare le accuse in tutte le sedi giudiziarie.



