3G, IL PD ATTACCA IL SINDACO: “HA TRADITO LA CITTÀ, ORA CHIEDE SCUSA”
SULMONA – Un affondo durissimo contro il sindaco e contro la gestione della vertenza 3G. A lanciarlo è la segreteria del circolo Pd di Sulmona che, in un comunicato stampa, parla apertamente di “fallimento politico totale” dopo la decisione che costringerà le lavoratrici dell’azienda a trasferirsi quotidianamente fuori città per continuare a lavorare.
Secondo il Partito Democratico, le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi dal primo cittadino e dalla cosiddetta filiera istituzionale si sarebbero rivelate prive di effetti concreti.
“Il castello di promesse costruito dal sindaco è crollato al primo vero banco di prova” attacca il Pd, ricordando come durante la campagna elettorale fosse stata garantita una tutela piena del futuro occupazionale del territorio.
Per i dem, invece, la realtà racconta altro. “Le lavoratrici della 3G saranno costrette a diventare pendolari e un’altra realtà produttiva viene smantellata nel silenzio assordante di un’amministrazione incapace di difendere il proprio territorio”.
Nel mirino finisce anche il rapporto tra il Governo e Enel, società partecipata dallo Stato. Il circolo Pd sostiene che l’esecutivo avrebbe avuto gli strumenti necessari per intervenire sulla vertenza ma che, di fatto, avrebbe scelto di non farlo.
“I rapporti di partito e gli equilibri politici valgono più della dignità dei lavoratori e degli interessi della comunità” scrive il partito.
Parole pesanti vengono rivolte direttamente al sindaco, accusato di aver “abbassato la testa” di fronte all’ennesimo colpo subito dalla città. Da qui la richiesta politica più forte: le dimissioni.
“A questo punto il sindaco dovrebbe avere almeno il coraggio politico e morale di trarre le conseguenze del proprio fallimento e rassegnare le dimissioni.
Sarebbe l’unico gesto coerente rimasto dopo aver tradito la fiducia di una città che meritava amministratori capaci di difenderla e non semplici spettatori obbedienti”.
Il Pd conclude chiedendo “scuse chiare e pubbliche” alla cittadinanza, sostenendo che Sulmona meriti risposte concrete e non “le solite parole vuote”.




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