INCIDENTE STRADALE A ISERNIA: MORTI I FRATELLI SULMONESI ALESSIO E SIMONE GENTILE
Il dramma avvenuto la scorsa notte sulla bretella della zona artigianale di Isernia colpisce dritto al cuore la città di Sulmona. La notizia della tragica scomparsa di Alessio e Simone Gentile, due fratelli di 41 e 45 anni, ha gettato nello sconforto e nell’incredulità il capoluogo peligno, luogo dove entrambi erano nati, cresciuti e profondamente conosciuti.
Il legame con la città d’origine era rimasto indissolubile, nonostante da anni si fossero trasferiti nel vicino Molise. Ad attestare questo dolore profondo sono anche le parole dell’avvocato sulmonese Vincenzo Margiotta, legale che sta seguendo l’inchiesta e che si è da subito stretto intorno alla famiglia. Margiotta ha descritto l’evento come una tragedia immane, sottolineando come il lutto colpisca in prima persona l’intera comunità, dato lo storico legame professionale con il padre dei ragazzi, Luigi, che condivideva lo studio con lui, e la vicinanza quotidiana ad Alessio, che manteneva la sua abitazione proprio nei pressi del ponte Capograssi.

La tragedia si è consumata poco prima della mezzanotte tra sabato e domenica. I due fratelli viaggiavano a bordo di un’Audi A3 quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, la vettura ha perso aderenza, finendo fuori strada e ribaltandosi violentemente nella fitta vegetazione ai margini della carreggiata. Non si esclude l’ipotesi che l’incidente possa essere stato causato da una manovra repentina nel tentativo di evitare un animale sbucato improvvisamente sulla strada.
I soccorsi, scattati immediatamente con l’arrivo dei vigili del fuoco di Agnone e Isernia, dei sanitari del 118 e dei carabinieri, si sono rivelati purtroppo inutili. Il più giovane, Alessio, è deceduto sul colpo. Simone, invece, si è spento durante il disperato trasferimento verso l’ospedale di Castel di Sangro. La Procura della Repubblica di Isernia ha aperto un fascicolo contro ignoti e le salme restano al momento a disposizione dell’autorità giudiziaria per tutti gli approfondimenti investigativi.
In città, così come nel borgo molisano di Castel del Giudice, amici e conoscenti si dicono sconvolti di fronte alla perdita di due ragazzi d’oro, una tragedia che la comunità definisce impossibile da accettare. Nipoti del sindaco Lino Gentile (anche lui di origine sulmonese), Alessio e Simone erano considerati i veri e propri simboli della rinascita di quel piccolo comune, diventato un laboratorio nazionale di innovazione sociale e contrasto allo spopolamento.
Due vite stroncate insieme, ma unite da un unico grande sogno di rigenerazione territoriale. Simone Gentile, imprenditore stimato e lungimirante, era il direttore dell’azienda agricola biologica Bio Melise. Aveva ridato vita ai terreni abbandonati attraverso il progetto del “Giardino delle Mele Antiche” e la recente produzione di una birra locale. Lascia la moglie e due figli piccoli. Alessio Gentile, stimato commercialista, univa alla professione un grandissimo amore per l’ambiente. Presidente del circolo locale di Legambiente, era stato il promotore dell’Apiario di Comunità, un progetto innovativo capace di legare la tutela della biodiversità a nuove opportunità di lavoro.



