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L’INGANNO CORRE SUL FILO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: ANZIANA TRUFFATA PER 30MILA EURO CON LA VOCE CLONATA DELLA FIGLIA

Ancora un odioso raggiro ai danni di un’anziana nel comprensorio peligno. Questa volta il drammatico episodio si è consumato a Sulmona, dove una donna di 81 anni è stata derubata di denaro e preziosi per un valore complessivo di circa 30mila euro. I malviventi, agendo con spietata lucidità, hanno fatto leva sui sentimenti più profondi e sulla paura della vittima, orchestrando una messinscena resa ancora più credibile dall’uso spregiudicato della tecnologia.

Il piano è scattato con una telefonata. Dall’altro capo del filo, l’anziana ha ascoltato una voce del tutto identica a quella della figlia, clonata artificialmente grazie a un’applicazione che sfrutta l’Intelligenza Artificiale. Subito dopo sono subentrati dei complici, qualificatisi come falsi Carabinieri, i quali hanno confezionato una storia drammatica: la figlia aveva appena provocato un grave incidente stradale a Pescara, era finita in ospedale e, per evitarle l’arresto immediato, era necessario pagare una “cauzione” di 10mila euro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la banda aveva studiato attentamente le abitudini e i movimenti della famiglia per dare totale veridicità al racconto. I truffatori sapevano perfettamente che la figlia lavorava a Pescara, conoscevano gli orari scolastici del figlio e si sono mossi sapendo che il marito della vittima era uscito di casa per una prestazione sanitaria.

Approfittando della solitudine e dello shock emotivo della donna, i malviventi si sono presentati alla sua porta per ben due volte a distanza di pochi minuti. Prima hanno ritirato la somma in contanti e poi, con la scusa di dover “arrotondare” la cifra richiesta, sono tornati a pretendere gioielli e monili d’oro. Durante tutto il tempo dell’operazione, i truffatori sono riusciti a mantenere l’anziana costantemente agganciata al telefono, impedendole di interrompere la comunicazione e di chiamare i parenti per verificare la notizia.

La dolorosa verità è emersa solo alcune ore più tardi, quando il figlio è rientrato a casa e ha scoperto il raggiro, allertando immediatamente i Carabinieri della Compagnia di Sulmona. I militari hanno avviato tempestivamente le indagini e stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, chiedendo anche il supporto dei vicini di casa per individuare i volti e i movimenti dei truffatori.

Questo episodio non è purtroppo isolato nella zona. Soltanto qualche settimana fa, un’analoga truffa era stata perpetrata a Introdacqua ai danni di una donna di 86 anni. In quel caso, l’epilogo era stato diverso: i malviventi erano stati ripresi dalle telecamere e successivamente intercettati e fermati a Cassino, sebbene provvisoriamente denunciati a piede libero.

Di fronte a questa nuova ondata di raggiri, che minano profondamente la serenità delle famiglie e colpiscono le fasce più vulnerabili, le forze dell’ordine rinnovano l’appello alla massima prudenza. L’invito è tassativo: non fidarsi mai di chi chiede denaro o oggetti preziosi per telefono, anche se la voce sembra familiare o se l’interlocutore si presenta come un rappresentante delle istituzioni. In caso di chiamate sospette, è fondamentale mantenere la calma, riagganciare e verificare direttamente con i propri familiari o comporre immediatamente il numero di emergenza 112.

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