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SULMONA, A UN PASSO DAL PRECIPIZIO POLITICO: CI RISIAMO…

di Luigi Liberatore 

Non ce l’abbiamo col sindaco di Sulmona, con Luca Tirabassi. No. Sarebbe troppo semplice se non scontato. Non ce l’abbiamo nemmeno con le sue truppe di varia estrazione, politica o para politica, cioè col suo braccio armato  (assessori ) che nella fattispecie non lo rappresenta. Men che meno col segretario comunale della città di Sulmona che non risponde ai comandi del primo cittadino e che può fare a meno, e lo fa, delle inclinazioni della Giunta municipale. Sono giorni antipatici quelli che segnano la vita di Sulmona non per la quotidianità dei singoli cittadini e degli operatori economici che tengono la città in piedi, ma per un aspetto sul quale gli abitanti  sorvolano non si sa se per disinteresse o disaffezione. I più interessati siamo noi, sfaccendati per mestiere, cui piace riferire le questioni che agitano palazzo San Francesco quasi fossero alimento per pensionati e lavoratori, e non amaro companatico al loro vivere travagliato. Vado al caso specifico, al fatto che in più di una occasione alcuni assessori hanno disertato le riunioni di Giunta per problemi che attengono ad ispirazioni politiche di dissenso col resto della “camerata”, cioè a problemi di apparentamento e non su questioni di divergenza su scelte che potessero interessare i sulmonesi. Ho detto nel titolo: ci risiamo! A quelli che seguono questa libera tribuna confermo la mia idea che Sulmona si trova in mani peggiori di quelle da cui un anno fa si liberava, nel senso che destra e sinistra pari sono, cioè che ci risiamo con esponenti i quali non sanno cosa significhi amministrare prima di tutto, lasciando perdere il concetto di politica, termine a questi sconosciuti come a quelli (non tutti) che li hanno preceduti. Il sindaco Luca Tirabassi è ciò che questa politica di destra può dare come massima espressione, coi limiti aggiuntivi che l’uomo si porta appresso, un neo doroteo secondo la definizione di  un acuto analista peligno. Il segretario comunale di Sulmona si trova sul groppone esiti per i quali istituzionalmente non è stato educato, semmai paga cali di consenso solo per aver riposto scarsa fiducia nella sua squadra. Ecco perché viene chiamato in causa nella nomina del dirigente dell’area urbanistica. Volevo dire, a chi segue Reteabruzzo, che la politica è arte, soprattutto scuola. E soprattutto, che da qualche anno Sulmona ha perso queste coordinate già tracciate da suoi uomini pregevoli, lasciando che quei sentieri venissero invasi da rappresentanti senz’arte nè parte, in senso politico si capisce, epigoni con pacchetto di voti ma senza idee. Non proverei meraviglia se tra qualche giorno il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi dicesse basta. Ecco, sarei felice se lo facesse denunciando la mediocrità (politica) da cui riemergere!

3 commenti riguardo “SULMONA, A UN PASSO DAL PRECIPIZIO POLITICO: CI RISIAMO…

  • Ma scusate la mia ignoranza, ma la politica non sa fare politica o amministrare, anzi sono quasi tutti fanfaroni e buffoni.
    Da dove dovrebbero spuntare coloro che possano funzionare ?
    Ci sono comuni che funzionano bene apparentemente, ma chiaramente non servono da guida o ispirazione.
    Non c’è più tempo per tergiversare mi sembra.

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    • La lista già lavora

      Ci sono uomo liberi e capaci.
      E sono già all’opera.
      La dottrina sociale della Chiesa li ha visti crescere con il senso del dovere Civico, di responsabilità in ruoli professionali che hanno amministrato con impegno e dignità producendo risultati “misurati”.
      Lorenzo, al tempo della sventurata caduta di questi giganti nani, tieniti pronto per contatti di collaborazione…

      Risposta
  • Amareggiato, leggo da lontano le sorti della città che amo. Non è possibile che, ancora una volta, si assista alla caduta di un Sindaco: è una situazione francamente ridicola e mortificante per l’intera comunità.

    Mi rivolgo quindi ai giornalisti locali: fate fino in fondo il vostro mestiere. Scrivete nomi e cognomi di chi, con comportamenti opachi, personalismi, ricatti politici o interessi di bottega, continua ad avvelenare la politica locale.

    Raccontate i fatti in modo chiaro, documentato e comprensibile, affinché i cittadini possano sapere davvero chi votano e possano finalmente cancellare dalle liste, con il proprio giudizio e con il proprio voto, chi da anni danneggia la città invece di servirla.

    Risposta

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