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DROGA TRA SULMONA E RAIANO

DROGA TRA SULMONA E RAIANO, DUE CONDANNE: OTTO MESI A 24ENNE FERMATO VICINO AL TRIBUNALE

SULMONA, 15 Maggio – Due condanne per droga, due processi celebrati con rito abbreviato e due vicende finite sotto la lente della magistratura peligna nell’ambito dei controlli antidroga dei carabinieri.

A distanza di mesi dai blitz eseguiti tra Sulmona e Raiano, il tribunale ha emesso le sentenze nei confronti di un 24enne e di una 31enne accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La pena più pesante è toccata a Michael Butler, 24enne residente a Raiano, condannato a otto mesi di reclusione per detenzione finalizzata allo spaccio.

I fatti risalgono allo scorso 16 aprile quando i carabinieri della stazione di Sulmona e del nucleo operativo, impegnati in una serie di servizi mirati contro lo spaccio tra i più giovani, avevano fermato il ragazzo nei pressi del tribunale cittadino.

Secondo gli investigatori il 24enne stava tentando di organizzare la cessione della sostanza quando sono intervenuti i militari.

La vendita non sarebbe mai avvenuta proprio per l’arrivo dei carabinieri che lo avevano bloccato e sottoposto a controllo.

Addosso Butler aveva circa quaranta grammi di hashish mentre altri venti grammi erano stati trovati nella sua abitazione insieme a un coltello e al materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Cantelmi, si trattava di sostanza detenuta per uso personale.

Una tesi che non ha convinto né la procura né il giudice pre dibattimentale Emanuela Cisterna che hanno invece ritenuto provata la finalità di spaccio.

Più lieve la condanna inflitta ad Alessia Elia, 31enne di Sulmona, sorpresa con ottanta grammi di hashish e un bilancino all’interno della propria abitazione durante un controllo eseguito dai carabinieri lo scorso 29 ottobre.

La donna, assistita dall’avvocata Silvia Iafolla, è stata condannata a quattro mesi di reclusione dal giudice per l’udienza preliminare Emanuele Lucchini.

Nel suo caso il tribunale ha riqualificato l’ipotesi di reato nella fattispecie di lieve entità, riconoscendo una minore gravità della condotta contestata.

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