CronacaHomeIn Evidenza

VALLE PELIGNA, SOS IRRIGAZIONE: 1300 ETTARI A SECCO PER IL CASO “SAGITTARIO SECONDO”

Un’improvvisa emergenza idrica sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo della Valle Peligna. Il servizio irriguo della derivazione “Sagittario II” è stato bruscamente sospeso, lasciando senza approvvigionamento circa 1.300 ettari di terreni coltivati nei comuni di Sulmona, Bugnara e Introdacqua.

L’allarme è scattato lo scorso martedì, quando il personale tecnico del Consorzio di Bonifica Interno Bacino Aterno e Sagittario ha scoperto un’anomalia presso la centrale di Enel Green Power ad Anversa degli Abruzzi. Secondo quanto riferito dall’ente, il deviatore dei flussi dello scarico della centrale sarebbe stato sigillato, provocando l’immediata interruzione dell’alimentazione idrica dell’impianto irriguo.

Un atto, quello della chiusura del deviatore, che ha di fatto tagliato i ponti tra la risorsa idrica e le campagne del comprensorio, proprio in una fase delicata per la programmazione e la crescita delle colture.

La situazione ha assunto contorni tali da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Il Consorzio ha infatti allertato i Carabinieri della stazione di Introdacqua per avviare gli accertamenti del caso e verificare le responsabilità dietro il blocco del flusso.

“Abbiamo immediatamente avviato interlocuzioni tecniche e amministrative per chiarire la situazione,” fanno sapere dal Consorzio. “È stata inviata una richiesta formale di chiarimenti e documentazione tecnica a Enel Green Power per comprendere le motivazioni di tale intervento.”

Mentre il mondo agricolo locale trema per le possibili ripercussioni economiche sulle attività produttive, resta l’incognita sulla durata del disservizio. Al momento, il Consorzio di Bonifica non è in grado di fornire tempi certi per il ripristino del regolare flusso idrico.

Il dialogo tra l’ente di bonifica ed Enel prosegue serrato nel tentativo di sbloccare lo stallo e restituire l’acqua ai 1.300 ettari del bacino peligno, prima che la sospensione si trasformi in un danno irreversibile per l’economia rurale della zona.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *