NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE. PIETRUCCI: UN COLPO MORTALE ALLE AREE INTERNE E ALLE PARI OPPORTUNITA’ DI GENERE
L’AQUILA – La proposta di nuova legge elettorale compreso lāultima modifica (che aggrava ancora di più la riforma), definita a Collegio Unico, partorita dalla maggioranza di destra centro che governa la Regione, ĆØ senza mezzi termini la dichiarazione di morte delle aree interne e montane e il declassamento a controfigure della rappresentanza femminile in Consiglio regionale. Per il cittadino comune, la legge elettorale ĆØ solo uno strumento di voto e di assegnazione delle preferenze ai partiti, alle coalizioni, agli schieramenti. No! Non ĆØ solo questo. Eā molto di più. Si tratta per ogni territorio di avere garanzia di rappresentanza, con particolare riguardo alle zone interne e montane, tanto decantate dalla maggioranza Marsilio, ma nella realtĆ umiliate e non prese in considerazione. Vado nel merito. Assegnare gli scranni di rappresentanza territoriale con il sistema del Collegio Unico, garantirebbe solo le realtĆ più popolose e urbanizzate, lasciando a piedi le aree meno fortunate (le zone montane e interne) favorendo lo spopolamento, quindi la morte di quel meraviglioso patrimonio che va valorizzato. Non avere rappresentanza politica per queste ultime realtĆ significherebbe meno possibilitĆ di investimenti, di riscatto, di rinascita, di opportunitĆ di lavoro per i giovani, di inversione di una tendenza negativa che dura da troppo tempo. Nella proposta di legge regionale cavalcata dalla destra centro, si annida un altro boccone avvelenato: le tre preferenze. Vale a dire, senza ipocrisia, annullare o ridurre al lumicino la rappresentanza femminile in Consiglio regionale. Alla faccia delle Pari OpportunitĆ , pure queste sbandierate dalla destra centro, ma non calate nella realtĆ civile e politica. Allāinterno del mio partito e con i colleghi della coalizione di centro sinistra, di queste tematiche fondamentali per il futuro dellāAbruzzo e delle e degli abruzzesi, ne discutiamo quotidianamente. La nuova legge elettorale, secondo noi, dovrebbe essere improntata alla solidarietĆ tra i territori, con forti contrappesi in favore delle aree più svantaggiate e garantendo la debita e paritaria rappresentanza di genere.
Il terzo aspetto della questione ĆØ di natura economica e riguarda i costi delle campagne elettorali. Con la legge proposta dalla giunta di destra centro sarebbero favoriti i candidati ricchi. Adesso costi e gestione delle elezioni pesano quasi esclusivamente sui singoli candidati. In un collegio regionale chi potrĆ permettersi di coprire con eventi, spot, manifesti, banner sulle testate giornalistiche, volantini… l’intero territorio abruzzese? Solo chi avrĆ una barca di soldi, magari sostenuto da qualche potentato e lobby economica a cui poi restituire il favore. Rifiutiamo categoricamente lāidea della partecipazione politica nelle mani esclusive dei ricchi.
Altra discriminazione intollerabile, questa, per le aree montane e interne e le popolazioni che resistono, nonostante le politiche discriminatorie della giunta Marsilio.
Darò e daremo, quindi, battaglia nelle commissioni, in Consiglio regionale, con i sindaci, tra la gente che vive nelle terre alte, per disinnescare la trappola caricata dalla destra contro aree interne e montane e rappresentanza femminile nella massima Istituzione regionale.
*Consigliere regionale (Pd)Ā




