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FURTO IN UN SALONE DEL CENTRO STORICO: TORNA L’OMBRA DEL LADRO SERIALE

 

Furto in un salone del centro storico: spariscono cosmetici, torna l’ombra del ladro seriale

SULMONA – Ancora un colpo ai danni di un’attività commerciale nel centro storico cittadino e ancora una volta nel mirino finiscono prodotti cosmetici. Un episodio che riporta l’attenzione degli investigatori sul presunto ladro seriale che nei mesi scorsi aveva seminato allarme tra negozi, parrucchieri e centri estetici della città.

Il furto è stato messo a segno nella notte tra martedì e mercoledì in via Morrone, traversa di via Pansa, nel cuore del centro storico di Sulmona. Ignoti, dopo aver forzato la porta d’ingresso di un salone da parrucchiera, sono riusciti a introdursi all’interno del locale portando via una decina di cosmetici.

A fare la scoperta, soltanto alcune ore dopo, è stata la titolare dell’attività che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sulmona che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per risalire all’autore del colpo.

I sospetti degli investigatori si concentrano sul 51enne di Sulmona già finito al centro delle cronache per una lunga serie di furti commessi nei mesi scorsi in circa venti attività commerciali cittadine. Tra gli obiettivi preferiti dell’uomo figuravano proprio saloni da parrucchiere e centri estetici.

Nel garage dell’abitazione di via XXV Aprile, durante le precedenti indagini, carabinieri e polizia avevano rinvenuto prodotti per la cura della pelle, derrate alimentari e alcuni computer rubati dal liceo Vico di Sulmona.

Per questo motivo gli inquirenti ritengono che il nuovo episodio possa essere riconducibile allo stesso soggetto. Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nel centro storico, che i militari stanno acquisendo per cercare ulteriori elementi utili alle indagini.

Intanto, nelle scorse settimane, la Corte di Cassazione aveva disposto la restituzione di 21 mila euro al padre del 52enne, ritenendo che non vi fossero prove sufficienti per considerare quella somma provento di furto o ricettazione.

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