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DISABILE BLOCCATO IN CASA SENZA ASCENSORE: LUCA PORTA IL CASO IN PROCURA

Dopo anni trascorsi affrontando tre piani di scale con la sola forza delle braccia, Luca Ciccarelli ha deciso di rivolgersi alla magistratura. Il 51enne di Sulmona, costretto dalla disabilitĆ  a vivere praticamente prigioniero nella propria abitazione, si prepara a presentare un esposto in Procura per fare luce sulla vicenda dell’ascensore installato e mai reso realmente funzionante.

Assistito dall’avvocato Alessandro Margiotta, Ciccarelli punta ad accertare eventuali responsabilitĆ  legate all’impianto elevatore che avrebbe dovuto garantirgli autonomia e libertĆ  di movimento. Ā«Stiamo verificando la possibilitĆ  di presentare un esposto contro ignoti al fine di attivare anche la procura affinchĆ© si accertino eventuali responsabilitĆ Ā», spiega lo stesso Luca.

La vicenda risale al 2019 quando, grazie a un contributo concesso dall’Inail, nella sua abitazione era stato installato un ascensore ad uso esclusivo. Un intervento che sembrava destinato a cambiare radicalmente la qualitĆ  della vita del 51enne. Tuttavia, dopo la conclusione dei lavori, la ditta incaricata sarebbe sparita lasciando dietro di sĆ© una situazione piena di criticitĆ .

Per circa due anni l’impianto avrebbe funzionato regolarmente, ma al momento della manutenzione sono emersi i problemi: l’ascensore sarebbe privo di immatricolazione e collaudo e mancherebbe inoltre un saldo di circa ottomila euro legato alla societĆ  fallita.

Ciccarelli sostiene di poter dimostrare con documentazione i pagamenti effettuati e il contributo ricevuto dall’Inail, ma la nuova societĆ  contattata per intervenire non avrebbe accettato di riparare l’impianto, ormai inutilizzabile. Oggi l’ascensore ĆØ fermo, bloccato da sigilli e nastri, mentre Luca continua a salire e scendere le scale utilizzando esclusivamente le braccia.

Negli ultimi giorni qualcosa si ĆØ però mosso grazie all’interessamento dell’Inail e di una ditta del Nord Italia che starebbe valutando possibili soluzioni tecniche per rimettere in funzione l’impianto.

«Al momento non ho nulla di concreto in mano, ma andiamo anche in procura», conclude Luca che, nonostante le difficoltà quotidiane, continua a non arrendersi nella speranza di riconquistare una vita normale.

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