600 ANNI NEL SEGNO DI GEMMA: IL CARDINALE SEMERARO E IL RITO DELLA PASTORELLA SCALZA PROTAGONISTI A GORIANO SICOLI
Il sesto centenario della morte di Santa Gemma Vergine ha celebrato un evento che resterà scolpito nella memoria della Valle Subequana, trasformando Goriano Sicoli in un crocevia di fede e storia. La giornata di ieri ha segnato l’apice di un percorso giubilare iniziato mesi fa, trovando massima solennità nella presenza del cardinale Marcello Semeraro, giunto dal Vaticano per onorare la “Santa Pastorella” a 600 anni dal trapasso, avvenuto nel 1426.
Le celebrazioni hanno mostrato un territorio capace di stringersi attorno alle proprie radici, dove la devozione si fonde con l’identità civile. Il primo segnale di questo fervore era stato dato meno di un mese fa con l’inaugurazione della statua della Santa in ginocchio sulla roccia, opera voluta dalle famiglie Cerasoli e Bucciarelli per il sito del “Ginocchio”. Il monumento ha fatto da cornice a una liturgia con migliaia di pellegrini giunti dalla Marsica e dalla costa pescarese. Il vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, ha espresso profonda emozione nel visitare Goriano, sottolineando come Gemma sia una testimonianza attualissima che insegna il valore del silenzio e dell’ascolto interiore, offrendo un modello di speranza per contrastare lo scoraggiamento moderno.

A destare grandi emozioni, il giorno precedente, era stato l’arrivo della 21enne Giorgia Giocondi, di San Sebastiano dei Marsi, che ha vestito i panni della Pastorella Gemma. La ragazza, alla guida del corteo dei devoti, è giunta a piedi nudi presso la cappella votiva in via Claudia Valeria per il rito dell’incontro tra le due comunità di fedeli, un momento di altissima intensità spirituale che ha commosso i presenti.
Il sindaco di Goriano Sicoli, Rodolfo Marganelli, ha posto l’accento sulla partecipazione popolare, rilevando con orgoglio il coinvolgimento delle nuove generazioni come garanzia per il futuro di queste tradizioni. Marganelli ha ribadito come simili eventi siano fondamentali per dare visibilità ai borghi dell’entroterra, trasformando la fede in un motore di conoscenza per l’Abruzzo. Il senso del lavoro corale è stato richiamato da Cesidio Cerasoli, che ha rimarcato come il successo sia il frutto di sforzi sinergici tra comitato e istituzioni, ricordando il ruolo delle donne e il fascino del rito del pane benedetto, distribuito in memoria della carità che la Santa operava verso i poveri nonostante la sua reclusione.

La dimensione teologica è stata delineata dal parroco, don Vincenzo Cianfaglione, che ha inquadrato il giubileo come momento di riflessione per l’intera Chiesa diocesana. Il legame tra le comunità è stato testimoniato dal sindaco di Bisegna, Donato Buccini, che ha vissuto l’evento con commozione, vedendo nel ritrovarsi delle famiglie un ristoro per i sacrifici del governare piccole realtà montane. Il vescovo di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco, ha ringraziato il cardinale Semeraro sottolineando il valore della sua visita: essendo il porporato a capo del dicastero per le cause dei santi, la sua presenza ha creato un ponte ideale con il processo di canonizzazione di Gemma.
Infine, monsignor Massaro e il sindaco Marganelli hanno tirato le somme di una “giornata storica”. Il vescovo ha evidenziato come il gemellaggio tra i paesi sia un esempio di pace, indispensabile per mantenere viva un’identità a rischio. Il sindaco ha concluso ricordando che questa continuità si è rinnovata nel pomeriggio con la solenne processione delle “commare”, dove le donne che hanno rappresentato la Santa negli anni si sono riunite in un abbraccio collettivo che ha attraversato ogni vicolo, confermando che il cammino di Santa Gemma continua a illuminare le montagne d’Abruzzo.







