ONNIPOTENZA DELL’INCOMPETENZA
di Alessandro Petrilli
Formulato dal canadese Laurence J. Peter nel suo celebre libro del 1969, il principio è di una lucidità disarmante: «In una gerarchia, ogni dipendente e politico tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.» Cosa significa in pratica?, ad esempio se sei un bravo tecnico, verrai promosso a coordinatore, se sei un bravo coordinatore, verrai promosso a manager, se sei un bravo giornalista diventerai editore, se poi sei un ottimo tecnico comunale, ambirai al ruolo di dirigente tecnico (Paesi con piu’ di 15000 ab.), se sei un bravo sindaco aspirerai al consiglio regionale, eccetera. Il meccanismo sembra logico e meritocratico, ma nasconde una trappola fatale, Il processo infatti, si interrompe solo quando raggiungi un ruolo per cui non sei più competente, a quel punto, non ottenendo più risultati eccellenti, la tua ascesa si ferma, e lì rimani, bloccato per anni in una posizione che non sai gestire, diventando un ostacolo per l’intera comunità. Il Principio di Peter non è un’anomalia, ma la conseguenza di un sistema di valutazione sbagliato, si premia la prestazione passata, non valuta la predisposizione futura, si dà per scontato che le competenze che hanno reso una persona eccellente in un ruolo siano le stesse necessarie per eccellere in quello successivo, ma quasi mai è così. Sconfiggere il Principio di Peter non è facile, bisognerebbe investire in formazione manageriale, partitica e politica (la grande assente), in sintesi richiede un cambio di mentalità radicale, valutare le competenze, prima di promuovere qualcuno a un ruolo manageriale o politico, e chiedersi cosa sa fare?, ha le “competenze” necessarie? sa comunicare, delegare e motivare?, queste competenze vanno testate, mai date per scontate. Applicato alla politica, suggerisce che alcuni rappresentanti vengano promossi (eletti, o fatti eleggere) finché non raggiungano un ruolo per cui sono inadatti ed inadeguati, causandone l’inefficienza di tutto l’apparato burocratico, generandone un corto circuito. La conseguenza più drammatica del principio elaborato dal Sig. Laurence è probabilmente il suo corollario politico: “Un politico scala la gerarchia del suo partito fino ad assumere un ruolo in cui è incompetente”, i candidati, vengono generalmente selezionati sulla base della fedeltà al leader del partito o alla capacità di attrarre….!!!! voti in un territorio (qui’ ci sono diversi esempi), solo marginalmente sulle sue qualità amministrative. Dunque, i nostri rappresentanti locali abilissimi nei giochi di potere necessari per scalare il partito, sono spesso incompetenti nell’amministrazione del territorio, cioè di quello di cui dovrebbero occuparsi in caso di vittoria alle elezioni, percio’ incapaci di governare, e spesso considerati poco più di un peso dai governati. Il paradosso del principio di Peter, trova la sua massima espressione ed interezza se applicato alla nostra “amara” politica; la contraddizione piu’ lampante ci viene da sindaci che contemporaneamente svolgono il ruolo di consiglieri regionali, (anche qui’ abbiamo dei fulgidi esempi), che dimostrano di essere dei buoni amministratori locali, ma non necessariamente regionali o nazionali, in tal caso, la promozione cessa di essere un’aspirazione (per loro) e diventa una minaccia (per noi). Ultima riflessione, i politici una volta eletti andrebbero esaminati dopo 4/5 anni dalla copertura del ruolo istituzionale e non due, mentre altri che lo svolgono da decenni sono insindacabili, continuando a scorgere le pagliuzze negli occhi altrui anzichè le travi nelle proprie, il principio di Peter diventerà una pietra miliare nel nostro territorio piuttosto che in altri…….!!!!! Petrilli Alessandro



