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LE PAROLE SONO IMPORTANTI

di Massimo Di Paolo 

C’era in corso d’opera la Giunta Ranalli, qualcuno disse: “la politica si fa sui temi, sulle proposte e mai contro qualcuno o per qualcuno”. Non sappiamo se era un esercizio da Cassandra o una chiaroveggenza soprannaturale per eventi lontani da venire, certo è che di lì a poco, il Governo di città fu decapitato senza un battito di ciglia. Il venticello che si è alzato a Palazzo San Francesco comincia ad essere lo stesso; dannati noi sulmonesi che osserviamo, per l’ennesima volta,l’indebolimento di una Amministrazione che avrebbe dovuto attuare lepromesse fatte: un progetto di sviluppo e crescita della nostra città. Cara la Politica, bella e infame com’è il diavolo di Mergellina in grado di mentire e di interloquirci. Ma questo è, anche a Sulmona. La geografia dei sentimenti post elettorali, in questa tornata come nelle altre, è apparsa fin da subito confusa ma si sa che governare è cosa difficile, per cuori intrepidi e polso fermo, da noi ancora di più. Alleanze labili: maggioranza apparente e maggioranza reale. Le parole date, sciolte come neve di primavera. I segni di sofferenza molti, crudi ed evidenti. La levatura di un’Amministrazione si vede dalla capacità di gestire l’ordinario e di coordinarsi per una necessaria focalizzazione di obiettivi nel tentativo di realizzare un’idea, una visione di Città da condividere e costruire. Possibilmente con la cittadinanza al proprio fianco con un patto pubblico. La realtà sembra dirci altro fino ad oggi, con una condizione politica debole, con partiti di maggioranza rotti; Giunte che si desertificano e Commissioni fuori asse, prive di una sistematica analisi di problematiche e proposte. Ci rammarica molto: soprattutto perché le attese di correttivi verso le disfunzioni della città erano alte e molto sentite; i bisogni di decisioni forti e di spinte verso nuovi indirizzi di sviluppo, altrettanto; nella pace, e in una ricostruzione politica locale, si sperava.

Il fattore tempo in politica resta importante, fa maturare i conflitti e depone spesso per soluzioni imprevedibili per chi è digiuno di strategia e tattica di governo. C’era un tizio, pluridecorato che bazzicava la fredda steppa Russa durante l’invasione napoleonica del 1812, era il Generale Michail Kutuzov. Fece del silenzio e dell’attesa la sua strategia vincente,logorando la grande armata di Napoleone. Ma in Democrazia le parole restano importanti e i silenzi restano sempre opachi, soprattutto quando si è consapevoli che non siamo sulla buona strada per poter abbracciare e rispondere alle richieste di una Città sofferente. Sulmona come l’Inghilterra, sembrerebbe un paradosso; ma la psicologia rende tuttiuguali soprattutto gli ottimisti e i coraggiosi: Keir Starmer, Primo ministro inglese, e Luca Tirabassi Primo cittadino a Sulmona, cercano ugualmente,una via di uscita. Come dire, non succede solo a noi! Le Evidenze però non sono più eludibili, la produttività amministrativa correlata al lavoro di Giunta non sembra essere da primi della classe, troppe le resistenze; il riassetto, robusto e atteso da decenni, della macchina amministrativa, resta nella lampada. Ma la cosa che inquieta fortemente è che il cambio di passo verso metodi e approcci nuovi non arriva. Ci si alza per parlarsi ma si fa fatica per capirsi, forse perché i buoni propositi non bastano più: il cambiamento vuole altro. Non ci piace vestire la canotta dei catastrofisti ma neanche dei ciarlatani; ci sono dati importanti che rischiano di passare in secondo piano. Sulmona non riesce ad avere stabilità politica; non riesceda anni a caratterizzarsi per azioni risolutive su problematiche complesse; i Consigli comunali risultano fragili per composizione, proposte e autonomia. Le ricchezze del tessuto urbano e territoriale, tranne che per rituali correlati alla convegnistica, alle feste e alle dichiarazioni da risorgimento, sembrano non avere significati e utilità reali. La massa di contraddizioni che stanno bloccando ogni cosa andrebbero risolte ma non con un esecutivo di perbenisti, come tanti già visti. Coltivare il dubbio e sbagliare è cosa preziosa ma ora occorre saper fare e rompere la teca dell’indifferenza. In Alaska in questi giorni il sole non tramonta per 84 giorni potrebbe essere la stessa cosa per l’Amministrazione sulmonese. Tocca a lei Sindaco dare il ritmo; fregiarsi di coraggio e temerarietà per rompere vincoli e sudditanze; per aprire visioni, per ribaltare la consuetudine disastrosa del fallimento a Sulmona. La Città tutta, le si stringerebbe attorno.

 

3 commenti riguardo “LE PAROLE SONO IMPORTANTI

  • Di Paolo bravo. Narrazione da Dialoghi in Corso ma chiara e profonda come sempre. Non per “populisti” come li chiama Lei. Faccia qualche riflessione e si dia da fare con una squadra.

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  • Più racconto che articolo da giornale. Ma azzeccato per riflessioni e contenuto. Non servono nomi e fatti e’ chiaro per la sostanza e sono molto d’accordo con chi scrive. Debolezza politica persistente e mani sulla città da parte di chi della città non ha nessun interesse. Il sindaco alla carica ? In questo non sono in accordo non ne ha la forza e forse forse neppure le capacità . Saluti

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  • Frecate! Con il fioretto ma senza lasciare nulla . Una lettura che fa capire come stanno andando le cose purtroppo. Così non si va da nessuna parte c’è il nocchiero che comanda e il sindaco da solo non può nulla. Tranne mandare a casa tutti

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