L’AQUILA RINASCE O LENTAMENTE MUORE? COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE, FATTI E VERITA’
di Giosafat Capulli
L’AQUILA – Comunicazione, Informazione, Fatti e Verità. Sommersi da notizie di segno opposto sullo stesso argomento i lettori, sia dei giornali cartacei che online, non ci capiscono più nulla. L’informazione, che è cosa diversa dalla comunicazione, dovrebbe garantire la “VERITA’ SOSTANZIALE DEI FATTI”, non rispondere a “POTERI ECONOMICI O POLITICI” e “DISTINGUERE L’OPINIONE DAI FATTI”. Questo il succo del nostro codice deontologico. Però viviamo in un’epoca dove tutto è diventato un miscuglio e la stessa notizia viene proposta in senso opposto. Qualche esempio pratico. La L.Fuondry di Avezzano è il secondo insediamento produttivo d’Abruzzo. In un titolo leggo che si sta spegnendo lentamente, che è in crisi e che centinaia di persone stanno per perdere il posto di lavoro. Al contrario, in un comunicato stampa istituzionale del presidente della giunta Marco Marsilio, pubblicato con copia e incolla, leggo che “L’Abruzzo è il volano dello sviluppo dell’intero centro-sud d’Italia”. Qual è la verità? Stessa situazione per la Sevel, un giorno esce la notizia di una crisi nera con Stellantis e posti di lavoro a rischio, il giorno dopo che l’automotive abruzese è al top. Altro titolo sparato: “L’AQUILA STA CAMBIANDO PASSO. LA RINASCITA E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI”. Poi apro pagine specialistiche di analisi sociale ed economica e trovo: “NEL CENTRO STORICO DELL’AQUILA VIVONO 6400 PERSONE” O “IL COMUNE DELL’AQUILA NON SUPERA I 70 MILA ABITANTI E DEI RESIDENTI OLTRE 7.000 SONO STRANIERI”. In questa oggettiva contraddizione il lettore si perde. Non potrebbe essere altrimenti. La nostra realtà cittadina è in crisi, scrivono alcune testate, per altre non ha mai goduto momento migliore. Poi ti trovi di fronte a una delle tante vetrine delle agenzie immobiliari nate in città in piena ricostruzione e scopri che è tutto un “VENDESI APPARTAMENTO IN CENTRO STORICO”. Fatta la tara degli ultras ideologizzati, al netto, il cittadino aquilano non credo abbia bisogno, per sapere se sta meglio o peggio di qualche anno fa, di affidamento di incarichi (spendendo oltre 300 mila euro) ad agenzie per monitorare l’andamento socio-economico della città. Poiché la realtà è sotto gli occhi di ognuno. Basta tenerne aperto almeno uno.




