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BRUNO MARCONI RICORDA LA FIGURA DI TOTO’ CENTOFANTI: L’INTELLETTUALE CHE L’AQUILA NON POTRA’ DIMENTICARE

di Bruno Marconi 
Mi dispiace molto per la scomparsa di Antonio (Totò) Centofanti. Il suo contributo alla cultura aquilana e alla fondazione del T.A.D.U.A. (Teatro Accademico dell’Università dell’Aquila) nel 1966 rappresenta un pezzo importante di storia della città e dell’ateneo.
Con la perdita di Totò Centofanti, L’Aquila perde uno degli artefici del teatro di innovazione.
Ho conosciuto Totò nel lontano 1966, quando insieme ad un gruppo di studenti universitari, non solo aquilani, demmo inizio ad una serie di incontri incentrati allo studio di opere letterarie, di concerto con Nicola Ciarletta, docente del Teatro presso il Magistero aquilano e con il Prof. Walter Tortoreto animatori del bel gruppo del TADUA. Gli incontri talvolta animati e che Totò Centofanti chiamò “l’accapigliarsi furibondo”, avvenivano al terzo piano del Palazzo in Via Sassa nella sede della Scuola di Cultura e Arte Drammatica.
Ricordo quegli anni: la passione, la cultura e le idee vulcaniche di Totò. Avevamo anche una bravissima regista Anna Laura Messeri, allora aiuto-regista di Calenda del Teatro Stabile dell’Aquila.
La storia del T.A.D.U.A. e il Teatro universitario dell’Aquila è riportata in modo completo nel libro: Il Teatro all’Aquila e In Abruzzo. TSA, Cronaca e Storia, (Ricerche&Redazioni) – 2015, del giornalista-scrittore Antonio Di Muzio, nel quale ripercorre ,(da pag. 282 a pag. 349-XI Capitolo) la nascita, l’opera e l’evoluzione del T.A.D.U.A. fino alla creazione da parte di Totò Centofanti, insieme ad un gruppo di giovani la Compagnia Teatrale di Innovazione L’UOVO.
Il “primo esperimento di palcoscenico” del T.A.D.U.A., fu il primo spettacolo IL CONVITATO di PIETRA, di Puskin, mai rappresentato in Italia, che venne allestito presso il Teatro Comunale dell’Aquila il 27 maggio 1967.
Questa messa in scena riassume il primo periodo di attività del T.A.D.U.A. , dopo gli incontri periodici, dal novembre del 1966, serviti ad approfondire gli studi e gli interessi degli studenti.
Nel 1968 andò in scena Roberto il Guiscardo duca dei Normanni di H. von Kleist, versione italiana di Enrico Burich, revisione del testo a cura del T.A.D.U.A., alla cui direzione artistica c’erano Nicola Ciarletta e Anna Laura Messeri. Qualche critica da parte della stampa, ma l’obiettivo del T.A.D.U.A. e nel pensiero di Totò Centofanti era quello di educare i giovani al teatro, che si realizzò felicemente nel tempo. Come scrive Antonio Di Muzio nel citato libro, “i ragazzi dell’Accademico rappresentavano la fetta di pubblico giovanissimo dello Stabile, con il quale nel corso degli anni si instaurò un rapporto di collaborazione tra i componenti del T.A.D.U.A. e l’istituzione teatrale cittadina (Teatro Stabile dell’Aquila)”.
Tra le innumerevoli iniziative quelle che ha dato più lustro al T.A.D.U.A. è stata l’organizzazione dei Festival dei Teatri Universitari che oltre a conferirgli popolarità, ha portato all’Aquila gruppi di Teatro Accademico italiani e stranieri. Sono trascorsi 60 anni dai nostri primi incontri carissimo Totò, ma ricordo che tu ci tenevi molto ed eri intenzionato a scrivere una storia per il Cinquantenario. Abbiamo tenuto diversi incontri in tal senso, ma non fu possibile. In seguito realizzasti un video su You Toube, ma non sono riuscito a ritrovarlo. Adesso sicuramente, sarai in giro nei palcoscenici del cielo alla ricerca di teatri che sognavi.

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