IL VIAGGIO DI CITO PACE VERSO ASSISI: DA CAMPELLO A TREVI
OTTAVO GIORNO DEL VIAGGIO DI CIRO PACE VERSO ASSISI:. DA CAMPELLO A TREVI, QUASI 19 KM: UN CAMMINO SPIRITUALE TRA ULIVI SECOLARI, EREMI FRANCESCANI E SILENZI DELLāANIMA.
di Mauro Cianfaglione
Zaino in spalla, scarponi stretti e lo sguardo rivolto verso i sentieri che attraversano il cuore verde dellāUmbria. Ć ripartito cosƬ il viaggio di Ciro Pace lungo il cammino francescano che conduce ad Assisi, un itinerario fatto non soltanto di chilometri e fatica, ma soprattutto di spiritualitĆ , silenzio e ricerca interiore. Dopo aver lasciato la quiete delle Fonti del Clitunno e lāaccoglienza di Campellosul Clitunno, il pellegrino si ĆØ immerso nella Fascia Olivata, il paesaggio simbolo di questa parte dellāUmbria, dove migliaia di ulivi hanno disegnato colline argentate che sono sembrate non finire mai. Una distesa che ha accompagnato il viandante in una dimensione quasi meditativa. La tappa verso Trevi ha attraversato sentieri sterrati, piccoli borghi e antiche mulattiere, regalando scorci di straordinaria bellezza. Ma più il cammino ĆØ salito verso lāEremo delle Allodole, più il viaggio ĆØ diventato interiore. Il silenzio del bosco, rotto soltanto dal vento tra le foglie e dal ritmo lento dei passi, ha trasformato la salita in un momento di raccoglimento profondo. āIn questi luoghi ā ci ha raccontato Ciro Pace durante il tragitto ā si ĆØ compreso davvero perchĆ© San Francesco abbia cercato il silenzio della natura. Qui ogni cosa ĆØ sembrata parlare: gli alberi, il vento, persino il silenzio. Il cammino non ĆØ stato solo strada, ma uno specchio. Mi ha costretto a guardarmi dentroā. Lungo il percorso, alcune capre immobili sui tetti di vecchi casolari in pietra hanno attirato la sua attenzione. Una scena semplice, quasi immobile nel tempo, che il pellegrino ha interpretato come simbolo di equilibrio e resistenza. āPer restare in piedi quassù ā ha spiegato ā sono servite stabilitĆ , pazienza e una certa testardaggine. Le stesse qualitĆ che sono servite anche a chi ha affrontato un cammino spiritualeā.

Il tratto più emozionante della giornata ĆØ arrivato però alle porte di Trevi, nella frazione di Bovara, dove Ciro Pace si ĆØ fermato davanti allāOlivo di SantāEmiliano, considerato uno dei più antichi dāItalia e il più vecchio dellāUmbria. A poche centinaia di metri dallāantica Abbazia Benedettina di San Pietro, lāalbero monumentale si ĆØ presentato con dimensioni straordinarie: circa nove metri di diametro e cinque metri di altezza. Secondo gli studi, ha unāetĆ compresa tra i 1.700 e i 1.800 anni. Un autentico monumento vivente che ha custodito storia, fede e memoria del territorio. Il valore di questo olivo non ĆØ soltanto naturalistico. La tradizione religiosa ha legato infatti lāalbero alla figura di SantāEmiliano, patrono di Trevi. Secondo il racconto tramandato nei secoli, nel 304 dopo Cristo il santo vescovo ĆØ stato legato proprio a una giovane pianta dāolivo prima di essere martirizzato durante le persecuzioni romane. Per Ciro, lāincontro con quellāalbero ha rappresentato uno dei momenti più intensi del pellegrinaggio. āDavanti a quellāolivo ā ha raccontato ā ho avuto la sensazione di toccare il tempo. Ć stato incredibile pensare che quelle radici abbiano attraversato secoli di storia, guerre, preghiere e vite umane. In certi luoghi ho sentito davvero che la fede abbia lasciato tracce concreteā. Dopo la sosta a Bovara, il viaggio ĆØ proseguito verso Trevi, apparsa allāimprovviso sulla collina con il suo profilo medievale arroccato. Le pietre antiche del borgo, le strette vie lastricate e il panorama sulla valle spoletina hanno accolto il pellegrino al termine della giornata. Mancano soltanto pochi giorni allāarrivo nella cittĆ di San Francesco, meta simbolica di pace e spiritualitĆ conosciuta in tutto il mondo. Un traguardo che per Ciro non rappresenta soltanto la conclusione di un itinerario, ma il compimento di unāesperienza umana e religiosa vissuta un passo alla volta, tra fatica, silenzio e meraviglia.




