CANILE DI SULMONA, ESPOSTO IN PROCURA
Canile di Noce Mattei, esposto in procura: la finanza indaga su lavori, gestione e fondi pubblici
SULMONA – La vicenda del canile comunale di Noce Mattei approda sul tavolo della procura della Repubblica dell’Aquila e della guardia di finanza del capoluogo abruzzese. A far scattare gli accertamenti è stata una denuncia presentata da Daniela Colaberardino, rappresentante del comitato animali, che chiede di fare piena luce sulla gestione della struttura, sui lavori eseguiti, sui ritardi accumulati per la riapertura e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Al centro dell’esposto finiscono una serie di presunte anomalie che, secondo il comitato, avrebbero caratterizzato negli ultimi anni la gestione del canile di Noce Mattei. Tra i punti evidenziati c’è anche la questione relativa all’edificio che, stando a quanto sostenuto nella denuncia, non risulterebbe ancora registrato nell’apposito albo regionale nonostante siano in corso procedure e interventi legati alla struttura.
Nel documento presentato alla magistratura viene inoltre ricostruita tutta la vicenda del trasferimento degli animali dal canile di Collelongo, dove erano stati temporaneamente ospitati, fino alla struttura di Ortona, individuata come sede provvisoria in attesa del rientro dei cani a Sulmona.
Proprio su questo aspetto emergerebbero ulteriori criticità. Secondo la convenzione stipulata tra il Comune di Ortona e l’associazione animalista Lida, infatti, soltanto venti dei cento posti disponibili potrebbero essere destinati a cani provenienti da altri territori. Al momento sarebbero otto gli animali già trasferiti nella struttura teatina, mentre gli altri restano ancora nelle disponibilità della Comar.
“Abbiamo presentato una denuncia nei confronti di tutti coloro che hanno gestito la vicenda del canile affinché si accertino eventuali profili di responsabilità”, ha dichiarato Daniela Colaberardino, annunciando anche la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento.
Nel frattempo continuano le polemiche anche sulla struttura marsicana di Collelongo, contestata da alcuni animalisti per presunte condizioni precarie nelle quali vivrebbero i cani. Accuse respinte dal gestore del canile, che nei mesi scorsi aveva invitato i sindaci dei Comuni convenzionati a effettuare un sopralluogo per verificare personalmente lo stato della struttura e le condizioni di salute degli animali ospitati.
Rimane infine ancora senza risposta il nodo principale della vicenda: la data di riapertura del canile di Noce Mattei. I tempi, al momento, restano incerti mentre la magistratura avvia gli approfondimenti per verificare eventuali responsabilità amministrative o gestionali.




È anni che proviamo a fare lo stesso con il Cogesa e la sua avvelenante discarica ma non risolverete niente.
Comunque non è giusto mettere anche i cani a morire avvelenati.