SULMONA-BURGHAUSEN, VENT’ANNI D’AMICIZIA: IL GEMELLAGGIO NATO DALLA GIOSTRA EUROPEA DIVENTA UNA STORIA DI FRATELLANZA
BURGHAUSEN – Vent’anni di rapporti istituzionali, ma soprattutto vent’anni di amicizia autentica, di incontri, di scambi culturali e di legami umani che hanno unito due comunità lontane geograficamente ma sempre più vicine nello spirito. Sono iniziati oggi a Burghausen i festeggiamenti per il ventesimo anniversario del gemellaggio tra Sulmona e la cittadina bavarese, una ricorrenza che celebra non soltanto un accordo formale tra amministrazioni, ma una vera storia di fratellanza europea nata nel segno della Giostra Cavalleresca d’Europa.
La delegazione sulmonese arrivata in Germania è composta dal vicesindaco Mauro Tirabassi, dall’assessora alla Cultura Manuela Cosentino, dall’assessora alle Politiche sociali Federica La Porta, dal presidente degli Amici di Burghausen Paolo Alessandroni, da Simona Leombruni e dall’artista Nunzio Di Placido.
La giornata inaugurale dei festeggiamenti si è aperta in un’atmosfera intensa e suggestiva, con un concerto per organo dedicato proprio alla delegazione di Sulmona nella chiesa di Marienberg. Protagonista dell’evento è stato Heinrich Dimmer, che ha accolto gli ospiti italiani con parole semplici ma profonde, cariche di cordialità e di sincero affetto.
Prima dell’esibizione, Dimmer ha voluto rivolgere un caloroso saluto agli amici sulmonesi, spiegando con orgoglio la storia dell’antico organo Bayr custodito nella chiesa, definito “il tesoro più prezioso” della comunità. Uno strumento straordinario costruito da Anton Bayr di Monaco di Baviera e rimasto intatto per oltre due secoli e mezzo.
Attraverso la musica di Samuel Scheidt, Froberger e Johann Caspar Kerll, il concerto si è trasformato in un viaggio nella cultura europea, tra spiritualità, memoria storica e speranza. Un momento particolarmente toccante è stato il riferimento al motto di Scheidt: “In te, Domine, speravi” – “In te, o Signore, ho riposto la mia speranza”, quasi a voler ricordare come anche i legami tra i popoli si costruiscano attraverso fiducia, rispetto reciproco e condivisione.

Nel pomeriggio la delegazione di Sulmona ha preso parte alla grande Festa di Maggio di Burghausen, uno degli appuntamenti tradizionali più sentiti della Baviera. Un’esplosione di colori, musica e tradizioni popolari che ha coinvolto l’intera città.
Il tradizionale corteo ha attraversato le vie cittadine tra costumi tipici bavaresi, bande musicali e rappresentanze delle associazioni locali, fino al grande villaggio della festa allestito per l’occasione con giostre, attrazioni e l’immenso capannone dedicato alla birra e ai prodotti tipici bavaresi.
Tra gli applausi della folla ha sfilato anche la delegazione sulmonese, salutata calorosamente dal sindaco di Burghausen Florian Schneider, che ha partecipato alla parata indossando il tradizionale costume bavarese. A inaugurare ufficialmente la festa è stato proprio Schneider, con il rituale colpo di martello che ha aperto la prima botte di birra, dando così il via ai dieci giorni di celebrazioni popolari.
L’appuntamento più significativo è però atteso per domani, quando nel municipio di Burghausen si terrà la cerimonia ufficiale che suggellerà i vent’anni del gemellaggio con Sulmona. Un anniversario che assume un valore particolarmente importante in un’Europa che spesso fatica a ritrovare unità e dialogo tra i popoli.
Il rapporto tra Sulmona e Burghausen rappresenta infatti uno degli esempi più concreti di come la cultura, le tradizioni e la conoscenza reciproca possano trasformarsi in amicizia duratura. In questi vent’anni il gemellaggio ha favorito incontri tra giovani, scambi istituzionali, collaborazioni associative e una continua partecipazione reciproca agli eventi più importanti delle due città.
Un legame nato attorno alla Giostra Cavalleresca d’Europa ma cresciuto ben oltre gli appuntamenti ufficiali, diventando negli anni un ponte umano e culturale tra Abruzzo e Baviera.
Ed è forse proprio questo il significato più autentico della ricorrenza che Burghausen e Sulmona stanno celebrando: dimostrare che l’Europa non vive soltanto nei trattati o nelle istituzioni, ma soprattutto nelle relazioni sincere tra comunità capaci di riconoscersi come amiche, custodendo nel tempo valori comuni di solidarietà, memoria e fratellanza.




