IL VATE “RITROVATO”: IL TALENTO DI PAOLO CAVALLONE CONQUISTA L’ANTEPRIMA DE “IL D’ANNUNZIO SEGRETO”
C’è un’anima sulmonese dietro il successo che lunedì 4 maggio ha acceso i riflettori dell’Auditorium Flaiano. Paolo Cavallone, compositore e intellettuale di fine sensibilità, ha firmato con “Il D’Annunzio Segreto” un’opera che va ben oltre la semplice celebrazione, restituendo al pubblico un’immagine inedita, intima e profondamente umana di Gabriele d’Annunzio.
Il cuore pulsante dello spettacolo risiede nella visione di Cavallone, che ha saputo spogliare il Vate dalle incrostazioni ideologiche e biografiche per concentrarsi sulla forza nuda della parola. Per l’autore sulmonese, la parola dannunziana si fa suono e materia musicale in quella che egli stesso definisce una “poetica dell’attraversamento”: i versi si staccano dalla pagina per diventare risonanze vive, capaci di dialogare con il tormento del Novecento e la modernità più inquieta.
Cavallone non si è limitato alla scrittura drammaturgica, ma ha preso per mano lo spettatore anche sul piano sonoro. Seduto al pianoforte, ha guidato un viaggio musicale che intreccia giganti come Bach, Chopin e Puccini a composizioni originali di rara suggestione. Tra queste, spicca “Il Tango di Gabriel”, un brano composto appositamente per l’opera, capace di condensare in note quel misto di seduzione e inquietudine che fu il marchio di fabbrica di d’Annunzio.
La produzione, targata dalla neonata Pescara Ergo Sum di Tiziana Le Donne e sostenuta dal Ministero della Cultura, ha convinto per la capacità di fondere linguaggi diversi. Sul palco, l’intensità di Marco Gambino e Sebastiano Somma ha dato corpo a un dialogo serrato tra il Vate e il suo alter ego, il conte Tom Graziani.
La regia di Walter Nanni ha trasformato la scena in uno spazio dinamico e immersivo, arricchito dalle coreografie “scultoree” di Mirko Riccardi e dalla presenza dei danzatori Ilaria Papa, Ciro Stanco e Luca Esposito, sotto la supervisione di Francesco Vantaggio.
All’anteprima nazionale non sono mancate le autorità, a testimonianza dell’importanza dell’evento culturale: presenti il senatore Etel Sigismondi, il deputato Guerino Testa, il sindaco di Pescara Carlo Masci e il Prefetto Luigi Carnevale.
Con questo lavoro, Paolo Cavallone conferma ancora una volta la sua statura di artista internazionale capace di restare profondamente legato alle proprie radici culturali, offrendo una chiave di lettura universale per comprendere uno dei giganti del nostro territorio. “Il D’Annunzio Segreto” non è solo un omaggio, ma una reinvenzione che rende il Vate, finalmente, nostro contemporaneo.




