D’ALESSANDRO (COE.SO.), PARCO CIVICO PERIURBANO PER UNIRE CENTRO E FRAZIONI
Dall’associazione culturale Coe.So., Coesione sostenibile, presieduta da Giancarlo D’Alessandro la proposta del Parco Civico Periurbano. “La città di Sulmona, Autorità Funzionale Urbana, è Polo intercomunale AFU per il coordinamento di altri 12 Comuni, ma ha 19 frazioni che vivono come periferie pur avendo una propria identità. Scuole, ambulatori, trasporti sono nel centro. Fuori dal centro c’è abbandono. Il rischio è che il Polo diventi un’isola” premette D’Alessandro.”Il Parco Civico Periurbano ribalta questo schema. Non è verde ornamentale, non un perimetro, ma una rete: di servizi, di attività, di persone, di responsabilità. Parte dalle frazioni per arrivare al centro. È infrastruttura civica: presìdi di comunità nelle frazioni, e soprattutto patti tra cittadini per gestire e valorizzare il territorio. È il modo per far diventare le frazioni pezzi di città, non margini” spiega il presidente dell’associazione. “Con COE.SO. nel 2020 abbiamo già proposto la cucitura di 6 Comuni, oggi parte di una più vasta Area Interna (Sagittario-Alto Sangro) formulando per le Municipalità di Introdacqua, Bugnara, Cocullo, Anversa degli Abruzzi, Villalago e Scanno, uno studio avanzato ad impronta progettuale comunitaria:“Ruralia 2020″: quadro strategico unitario per servizi, mobilità, patrimonio e micro-economie di comunità – continua D’Alessandro – Ora vogliamo cucire Sulmona. Abbiamo già chiesto l’apertura di un tavolo al Comune. Il Parco si fa se Polo, Regione e frazioni lavorano insieme”. “Il nodo è questo: Sulmona è Polo AFU ma ha 19 frazioni, di circa 57,93 chilometri quadrati, a contatto con vari comuni del Polo stesso che perdono servizi e abitanti”. “Nei giorni scorsi, abbiamo incontrato l’assessore regionale alle Aree Interne, Mario Quaglieri, con il suo staff dirigenziale, personale di elevato spessore professionale e competenza – fa sapere il presidente di Coe.So. – Nel corso dell’incontro formalmente programmato in agenda, abbiamo ricevuto preziosi orientamenti per poter intraprendere il percorso della validazione della proposta e candidarla verso ogni possibile fonte di finanziamento, di cui soddisfi requisiti di impostazione e oggettive finalità. Ora servono due firme: un protocollo d’intesa tra la Municipalità di Sulmona e COE.SO., e tra Comune e Regione. Senza patti, non partono i cantieri. Prima si firma, poi si progetta, poi arrivano i soldi”.”Non è un progetto calato dall’alto. Parte dalle frazioni: a loro chiediamo cosa manca, non cosa fare. Chi paga? FSC, SNAI 21-27 e PR FESR Abruzzo hanno fondi per ricucire. Ma prima servono patti. I soldi seguono le idee condivise. Non è l’ennesima scatola vuota. No, perché nasce da un modello di governance territoriale funzionalmente sperimentato e adottato in altre realtà europee. Sappiamo come si cuce. Cosa chiede alla politica: di essere dissociata dai campanili e associata ai cittadini. Il Parco è il test: o ricuciamo, o perdiamo tutti. “Il Parco Civico Periurbano è il filo che manca tra Sulmona e le sue 19 comunità. Coe.So. mette l’ago. Ora servono le mani della politica e dei cittadini per cucire. O Sulmona ricuce le frazioni, o il Polo resta un’isola” fa presente D’Alessandro, ricordando che “negli ultimi 10 anni Sulmona ha perso il 10,2% dei residenti: -2.494 abitanti (dati ISTAT). Le frazioni si svuotano prima del centro. Il Parco Civico Periurbano serve a invertire questa emorragia. Nelle 19 frazioni il calo è doppio, perché i servizi sono rimasti in centro. Il Parco Civico parte da lì: riportare presidi e opportunità dove vive la gente”.




L’ambizione di COE.SO., i cui associati sono esperti di sviluppo locale e processi partecipativi, è che il Parco Civico Periurbano di Sulmona diventi laboratorio regionale di ricucitura AFU-Aree Interne. Difatti, identifica il primo caso in Abruzzo che intende usare sinergie plurifondo FSC, SNAI e PR FESR per ricucire un Polo AFU con le sue frazioni.
Tra le iniziative in corso, COE.SO. ha avviato l’iscrizione Elenco Partner PR FESR-FSE+ Abruzzo 2021-2027 per operare come soggetto di co-progettazione riconosciuto e accreditato.
In favore del Progetto PCP, è prevista prossimamente anche una Tavola Rotonda: un confronto aperto tra politica, esperti senior di settore, stakeholder e cittadinanza.
In tale contesto, verrà presentata la struttura operativa e l’articolazione funzionale del progetto.
COE.SO. rinnega l’affermazione che la nostra Città, con la sua “dote territoriale” è sta abbandonata al suo destino !.
In definitiva, quella di COE.SO. sarà una chiamata alle armi di tutto il circondario !.