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VERTENZA 3G SULMONA: I SINDACATI SCRIVONO A MATTARELLA E MELONI

Vertenza 3G Sulmona, i sindacati scrivono a Mattarella e Meloni: “Difendere lavoro e territorialità”

SULMONA – Una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un intervento urgente sulla vertenza della 3G di Sulmona e sul futuro occupazionale dei lavoratori legati alla commessa Enel Quality e Back Office.

A firmarla sono le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl insieme alle categorie delle telecomunicazioni Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl-Telecomunicazioni, che denunciano una situazione definita “di estrema gravità” e parlano di rischio concreto per centinaia di famiglie della Valle Peligna.

Nel documento i sindacati accusano Enel di aver gestito il nuovo bando di gara senza garantire adeguate tutele territoriali per il sito di Sulmona. Al centro delle contestazioni c’è la mancata previsione di clausole vincolanti che obblighino le aziende subentranti a mantenere le attività produttive nella città peligna.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’assenza del principio di territorialità rappresenterebbe “una minaccia diretta all’ossatura economica della Valle Peligna”, con il rischio di accelerare il processo di desertificazione industriale delle aree interne.

I sindacati puntano inoltre il dito contro il possibile trasferimento delle attività a Pescara, scenario che coinvolgerebbe lavoratrici e lavoratori part-time involontari. Una soluzione definita “insostenibile”, sia per le distanze sia per le condizioni economiche dei dipendenti.

“Pretendere spostamenti chilometrici massacranti rappresenta una strategia di espulsione dal mercato del lavoro, ovvero un licenziamento dissimulato”, scrivono le sigle sindacali, denunciando un ulteriore colpo per un territorio già segnato dalla crisi demografica e occupazionale.

Nel mirino finisce anche il ricorso all’intelligenza artificiale previsto nel nuovo assetto organizzativo. Secondo quanto riferito nella lettera, il bando comporterebbe una riduzione del 40% dei posti di lavoro, giustificata proprio dall’introduzione massiva di sistemi di IA.

“Riteniamo inaccettabile che una società partecipata dallo Stato utilizzi l’intelligenza artificiale non per qualificare il lavoro, ma come strumento per licenziamenti di massa”, sostengono i sindacati, che chiedono un modello di innovazione tecnologica capace di tutelare occupazione e diritti.

La vicenda della 3G, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non riguarderebbe soltanto Sulmona ma potrebbe trasformarsi in un precedente nazionale per l’intero settore dei contact center e dei servizi CRM-BPO, comparto che in Italia occupa oltre 35 mila addetti.

Per questo le organizzazioni sindacali chiedono al governo un intervento immediato affinché venga garantito il rispetto del criterio di territorialità, venga bloccato il piano di trasferimento verso Pescara e sia convocato un tavolo di crisi presso i ministeri competenti con tutti i soggetti coinvolti.

“La sfida – si legge nella parte finale della lettera – non riguarda solo la difesa di un posto di lavoro, ma il modello di sviluppo tecnologico che l’Italia intende adottare”.

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